7 gennaio 2018 - Tavernerio

Ingresso don Giorgio Cristiani a Tavernerio-Solzago

L’ arrivo di un nuovo pastore è sempre da considerarsi per una comunità parrocchiale un evento di grazia, ossia un dono d’amore che il  Signore  concede alla sua Chiesa. È una occasione, per voi di Tavernerio e di Solzago,  per ringraziare il Signore che provvede gli operai per la sua Chiesa, ma anche un momento particolare, che vi aiuta  a ravvivare la vostra appartenenza a una comunità cristiana ben precisa, a sentirvi parte del corpo di Cristo, inseriti in una storia di famiglia, che vive insieme la propria fede, che cresce responsabilmente nell’unità, sentendovi gli uni membra vive degli altri, tutti parte di un unico Corpo. Un nuovo pastore vi viene oggi affidato dalla santa Chiesa che è in Como nella persona di don Giorgio Cristiani.

Imparerete a conoscerlo a poco a poco, a stimarlo e a collaborare con lui, ma sento che già gli volete bene e questa è una condizione indispensabile per la vita di fede di una comunità!

Come ogni pastore, egli non è padrone della vostra fede, ma solo custode e collaboratore nell’opera di Dio, che raduna i battezzati, li fa crescere nella fede, nella speranza e nella carità e li prepara a vivere e testimoniare la fede nel Signore Gesù in questo territorio, a partire dalle proprie famiglie, come anche nei diversi ambienti di vita. Don Giorgio non  è qui di sua iniziativa, ma perché ha ricevuto un esplicito mandato, quindi con una responsabilità che gli viene conferita dalla Chiesa madre, che conosce il cammino da lui compiuto e la valenza pastorale di cui si è appropriato nei lunghi anni del suo ministero: prima come vicario parrocchiale a Cermenate e a Lipomo, poi come parroco a Bizzarone e a Como S. Agata. La presenza di molti parrocchiani di queste parrocchie, e in particolare di S. Agata, e di diversi confratelli, la dice lunga circa la stima e l’affetto di cui don Giorgio gode. Dio viene dunque a visitare il suo popolo attraverso la presenza di un nuovo pastore, il quale però non farà ripartire la vostra comunità da zero, come se in questa comunità pastorale non ci fosse stato un cammino precedente, ma prosegue e sviluppa il progetto pastorale della nostra Chiesa di Como, incarnato nella situazione di questo territorio, nelle due parrocchie, Solzago e Tavernerio, legate insieme come comunità pastorale.

Non posso dimenticare almeno gli ultimi parroci precedenti, don Silvio Bernasconi, che ha edificato la nuova chiesa nella quale ci troviamo, dedicata all’Eucaristia, e don Alessandro Di Pascale, che ho inviato a Sondrio per iniziare un lavoro pastorale di insieme, coordinato da più sacerdoti. Lo ringrazio in modo particolare per la sua immediata disponibilità ad accettare un servizio non facile, né gratificante, e per la saggezza pastorale, unita alla bontà, che ha dimostrato negli anni del suo servizio, proprio qui a Tavernerio, ossia dal 2010. Ora altri sacerdoti affiancheranno il ministero pastorale di don Giorgio, a partire da don Lorenzo Mottola, che in questi mesi ha coordinato con sapienza il cammino di fede delle due parrocchie e da don Carlo Puricelli, presente dal 2016 come collaboratore. Ringrazio anche i  Missionari  Saveriani,  che gestiscono qui a Tavernerio una casa di formazione permanente per il loro Istituto, che è anche un centro di spiritualità missionaria molto accogliente. Ad  essi ho chiesto una presenza in parrocchia, a vantaggio soprattutto della animazione missionaria, che è propria del loro carisma.

Tutti questi ministri ordinati, evidentemente, non gestiranno la parrocchia da soli; sono a servizio del coordinamento pastorale e dell’inserimento attivo dei laici, di tutte le età, condizioni sociali e dalle diverse esperienze carismatiche, perché insieme, crescendo nell’unità,  tutti possiate sentirvi corresponsabili nel costruire una “Chiesa in uscita”, così come la sogna Papa Francesco. Auguro a tutti di saper offrire una testimonianza di comunione fraterna, che diventi sempre più attraente e luminosa, in un reale impegno per l’applicazione del Vangelo alla trasformazione della società.

Caro don Giorgio: non ci conosciamo da ieri! Conosco bene la tua bontà, la tua sensibilità per i poveri, la tua vicinanza agli ammalati e la tua attenzione per gli ultimi. Hai seguito con delicatezza di figlio il caro don Leonardo nel suo lento declino e lo hai accompagnato alla morte vissuta con lucidità e grande fede, testimoniando in questo modo una squisita fraternità sacerdotale. Ti ringrazio per il tuo grande amore alla Chiesa, che servi in spirito di umiltà e obbedienza, anche se altre potevano essere le tue preferenze. Ti auguro che inserendoti gradualmente in queste due parrocchie tu possa realmente annunciare Cristo, mostrando che “credere in Lui e seguirlo, non è solamente una cosa vera e giusta, ma anche bella, capace di colmare la vita di un nuovo splendore e di una gioia profonda, anche in mezzo alle prove” (EG 167). Ti accompagni e ti sostenga la mia preghiera per te e per la tua nuova Comunità, invocando, per mezzo di Maria, la benedizione del  Signore.