15 ottobre 2017 - Ardenno

Ingresso mons. Marco Zubiani

Cari fedeli di Ardenno, l’ingresso di don Marco come vostro nuovo parroco è una occasione propizia per scoprire come il Signore visita continuamente il suo popolo e se ne prende cura. I sacerdoti si succedono gli uni gli altri e ciascuno manifesta del Signore qualche tratto caratteristico, sottolinea una parola di Dio con un accento originale, così che tutto il popolo di Dio se ne possa arricchire. L’avvento del nuovo parroco, quindi, deve essere considerata una grazia per tutta la Comunità e per ciascuno in particolare. Senza gli occhi della fede, ci fermeremmo a sottolineare  le originalità di ciascun sacerdote, descrivendo ciò che appare all’esterno, senza cogliere, però, la fruttuosa novità che Dio intende suscitare proprio attraverso il nuovo pastore che Egli di nuovo invia. Vi invito, perciò, a un salto qualitativo, riconoscendo che attraverso il nuovo parroco che Dio vi dona  tutta la Comunità cristiana può progredire nel cammino della vita cristiana per essere un fermento di vita nuova e incidere ulteriormente  in questo territorio, a vantaggio di tutti.

Ringrazio nuovamente don ILARIO per la sua testimonianza esemplare e per lo stile pastorale con cui ha guidato questa Comunità. Lo abbiamo introdotto domenica scorsa a Grosio, e molti di voi lo hanno accompagnato, mentre gli auguriamo ancora di essere un pastore mite e saggio, come lo è stato qui. Ora, con la nuova venuta di don Marco Zubiani, si prosegue il cammino in una fedele continuità con quello precedente, ma insieme si va oltre, perché inizia una nuova tappa. Non si cancella il passato, niente  viene azzerato, come se si cominciasse tutto da capo, ma  semplicemente  si evolve, seguendo gli inediti  suggerimenti dello Spirito, quelli che maturano all’interno della nostra Chiesa, ma insieme cogliendo gli appelli che emergono dalla storia quotidiana, dalle sfide che nascono sul territorio.

Ogni novità, certo, comporta qualche fatica e obbliga a un rinnovamento, mentre noi saremmo tentati di ripiegarci su noi stessi, giustificandoci e dicendo: “si è sempre fatto così”! Vi ricordo quel saggio proverbio che esclama: “chi non si rigenera, degenera”. Ecco perché il Signore ci invita a superare ogni forma di pigrizia mentale per ricominciare una nuova avventura che è segnata dalla presenza di un nuovo pastore, ma soprattutto dallo Spirito del Signore che fa nuove tutte le cose, al di là di quello che noi osiamo pensare. Se tutti voi sarete docili agli appelli di Dio, allora, pastore e gregge, scoprirete che “le grazie del Signore non sono finite, non sono esaurite le sue misericordie. Si rinnovano ogni mattina, grande è la sua fedeltà” (Lam 3, 22-23)

Per quanto riguarda don Marco: devo confidarvi che appena gli è giunta la proposta di trasferirsi ad ARDENNO, egli mi ha risposto subito sì, senza tentennamenti, né obiezioni di sorta. Questo suo atteggiamento mi ha molto colpito e rassicurato. Mi sono reso conto che don Marco non era alla ricerca di un suo personale progetto, né intendeva difendere le sue sicurezze, ma intendeva confermare il suo iniziale proposito di collaborare nel servizio esclusivo alla Chiesa di Dio. La sua aspirazione è  dunque quella di servire il  Signore, in una disponibilità assoluta e senza riserve. Lo ringrazio ancora per questa sua esemplare obbedienza, da vero discepolo missionario, che si sente parte di un corpo ed è pronto ad inserirsi ovunque ci sia bisogno, portando a tutti la gioia del Vangelo e la pace del cuore abitato da Dio.

Caro don Marco: hai alle spalle un fecondo passato, colmo di esperienze pastorali molto intense e significative; dapprima hai servito come vicario le comunità di Aprica e di Morbegno; sei stato  pastore di Sirta, quindi di due parrocchie ad alta responsabilità, quale è quella di Livigno e particolarmente della collegiata di Sondrio. Il Signore chiamandoti ora ad ARDENNO ti investe di una nuova chiamata: quella di rappresentarlo al vivo tra questa gente come pastore saggio e mite. Non è facile coniugare sapienza e mitezza insieme: eppure non si può sottolineare una sola dimensione, escludendo l’altra. Saggezza dice capacità di chiaroveggenza: distinguere le necessità materiali e spirituali dell’ ora presente, con il coraggio di scegliere il bene possibile; mitezza indica invece una relazione rispettosa e solidale con la gente, per aiutarla ad avanzare nella fede, senza tuttavia mai forzare i tempi e le situazioni  di ciascuno, con grande misericordia verso tutti, soprattutto con le persone ferite.

Ti invito a riconoscere e a promuovere soprattutto il tanto bene che c’è, in te e attorno a te. Lotta per allontanare ogni forma di pessimismo, che è una palese forma di sfiducia nella potenza dello Spirito Santo, che moltiplica il bene al di là di ogni nostra aspettativa, e credi nella potenza dell’amore di Dio, che ti chiama in questa terra per fare di questa parrocchia una fucina di santità, che è lo scopo della vita cristiana, preparando così i santi degli anni 2000. Concludo, parafrasando una preghiera che la liturgia ci propone nella memoria di s.Gregorio Magno, Papa e dottore della Chiesa, là dove si prega perché il progresso dei fedeli sia la gioia del pastore. Lo auguro di cuore a tutti voi di ARDENNO e in particolare a te, caro don Marco.