27 novembre 2017

Funerale don Mario Conconi

Lode a te, o Cristo, che sei risorto dai morti, primogenito della nuova creazione.
Lode a te o Cristo, che ci apri le porte del Paradiso, ossia ci conduci alla pienezza della vita senza fine.
Lode a te, o Cristo, che ci porti con te nel seno del Padre, ossia ci rendi partecipi della vostra  intimità, facendoci sperimentare la gioia e l’onore di essere considerati noi pure, attraverso di te, figli di Dio.

Quando “sorella morte” visita le nostre comunità,  questa è l’occasione favorevole per riflettere sui temi spesso sottaciuti, ma determinanti, del mondo futuro, non per evadere da quello in cui viviamo, ma per mantenere uno sguardo positivo sulla realtà che ci circonda, sulla vita, che non si conclude con la morte e non sfocia nel nulla, ma che, per la potenza della risurrezione di Cristo, si apre sull’eternità beata. Riflettere sui temi ultimi ci offre la possibilità di ripensare  la nostra vita e di considerare come essa è impostata, per verificare se stiamo vivendo per il Signore, come ci ha raccomandato l’ apostolo Paolo nella prima lettura, o se viviamo solo per noi stessi, ossia se vanifichiamo i nostri giorni in scelte di poco conto, a servizio della nostra gloria, in un ripiegamento egoistico su noi stessi, o se, al contrario, viviamo per il Signore, ossia trasformiamo la nostra vita e le singole occasioni che ci sono offerte in continui atti di amore, vivendola nella prospettiva del dono, come ha fatto Gesù.

La società odierna fonda la vita sulla logica del calcolo, della resa immediata, del tornaconto personale, escludendo gli altri, soprattutto i più deboli e gli ultimi. Ben diversa è la prospettiva cristiana, fondata invece sulla cultura del dono, della solidarietà, dell’impegno di servizio, come ha fatto Gesù nella sua vita terrena. Egli, immagine del Dio invisibile, con i suoi gesti d’amore, ha saputo riflettere su quanti lo incontravano, soprattutto poveri, ammalati e peccatori, il volto paterno di Dio, ricco di bontà, di tenerezza e di misericordia. Proprio per una vita spesa a testimonianza dell’amore del Padre, interamente dedita al bene dei fratelli, fino al dono totale di sé nella morte in croce, il Padre  ha risuscitato Gesù dai morti e lo ha proclamato  Signore dell’universo.

Come ogni discepolo di Gesù, anche il nostro don Mario ha donato tutto se stesso, in semplicità e letizia, fino alla fine, nella missione pastorale che gli è stata affidata, dapprima a Lezzeno, come vicario, poi, dal 1972 fino ad oggi, qui a Crebbio. Per questo suo umile, costante servizio, tutta la Comunità cristiana gli è grata, mentre lo consegna al Padre, piena di fiducia, perché lo accolga nel suo regno di luce, di gioia e di pace.