8 dicembre 2017

Solennità dell’Immacolata

Oggi onoriamo in modo speciale santa Maria, umile fanciulla di un oscuro paese della Galilea, Nazareth, scelta prima della creazione del mondo per essere vera madre del Figlio di Dio, e per questo, unica tra tutti,  immune, per grazia, da ogni macchia di peccato. Perché Cristo, il figlio di Dio , potesse entrare nella storia ed assumere la nostra piena umanità era necessario che Dio padre gli preparasse una degna dimora. “L’incarnazione, quindi, non fu soltanto opera del Padre, della sua virtù e del suo Spirito, ma anche opera della volontà e della fede della Vergine” (Cabasilas).

Maria ha accettato con una disponibilità totale l’invito a diventare la madre del Figlio di Dio, e nello stesso tempo, considerandosi umile serva del Signore, e’ vissuta sempre come sua prima fedele discepola. La sua non fu una cooperazione passiva e meccanica, ma un consenso libero, che dall’annunciazione in poi ha orientato tutta la sua esistenza. È sorprendente come Dio usi anche con noi lo stesso metodo. Noi pure, infatti, siamo stati scelti e amati prima della creazione del mondo. Affidandoci una missione (e ciascuno di noi è una missione sulla terra!), Dio prepara le condizioni indispensabili perché siamo messi in grado di svolgerla  in modo compiuto, mentre, nello stesso tempo, ci viene donata anche la forza per realizzarla.

Maria si è inserita, quindi, in modo creativo nel piano di Dio, secondo il progetto preparato per lei, impegnando tutte le facoltà in suo possesso, in modo da rispondere  alla chiamata di Dio nella pienezza della sua libertà, senza esitazione, e anche con profonda gioia. L’obbediente “eccomi” di Maria ha fatto scendere il Figlio di Dio nel mondo. Quale forza segreta si nasconde in quelle semplici parole: “Sono la serva del  Signore, avvenga di me quello che hai detto”. Ogni volta che le ascoltiamo ci interroghiamo pure se noi stiamo imitando o no l’obbedienza di fede di Maria! Chiamandoci a collaborare con Lui per la diffusione del suo Regno, Dio chiama anche noi all’impegno responsabile, alla disponibilità piena, sfruttando compiutamente  le risorse di cui siamo dotati, come pure le occasioni favorevoli che ci vengono offerte dalle circostanze  della vita. Tuttavia Dio rispetta sempre la nostra libertà, non la forza, proprio come ha fatto con Maria:  infatti Egli ha agito soltanto dopo aver ricevuto il suo consenso esplicito.

La prontezza di Maria nel rispondere all’appello di Dio (come abbiamo ascoltato nel Vangelo),  non fu che il primo “sì, eccomi!”, a cui, però, seguirono altri impegnativi sì, anche dolorosi!). La sua pronta obbedienza di fede ci rimanda immediatamente al confronto con la nostra storia personale. Anche in noi si succedono successive, nuove, a volte impreviste chiamate. Non dimentichiamo che Dio ci onora chiamandoci a collaborare al progetto sempre aperto della sua creazione. Il Signore Gesù, poi, ha bisogno di noi, della nostra collaborazione nel vasto campo della sua Chiesa. Confrontandoci con Maria, subito emerge la lentezza della nostra risposta, i successivi dubbi che ci siamo posti, il segreto timore dell’impegno che ci veniva proposto di volta in volta, per il quale abbiamo spesso esitato nel corrispondere in modo gioioso e immediato. A volte abbiamo perfino accusato Dio di chiederci troppo! Non pretendiamo di essere perfetti prima di poter offrire a Dio il nostro assenso alla sua chiamata. Dio ha bisogno non ha bisogno di uomini perfetti, ma di persone che, sentendosi amate al di là dei loro meriti, si donano con generosità, pur nella fragilità del loro essere. Perciò invochiamo Maria perché ci aiuti ad accogliere con generosità i doni di Dio e così corrispondere liberamente e in pienezza alla chiamata che Egli  ci rivolge nell’oggi della nostra storia personale. Diventeremo così anche noi un inno di lode alla gloria di Dio.