15 agosto 2019 - Como Cattedrale

Assunzione

Grande festa oggi in cielo, nella Chiesa di lassù, ma anche tra noi, ancora pellegrini sulla terra: celebriamo la Madre di Cristo e della Chiesa, assunta alla gloria del Figlio suo risorto, vincitore del peccato e della morte.
Facciamo festa con Maria, noi suoi figli amati, ed è importante non solo rivolgerci a Lei con preghiere e suppliche, ma anche lasciarci guardare da Lei, e commuoverci per la sua tenerezza materna.
Con il suo sguardo, Ella non ci riconosce  come peccatori, ma come figli amati.                                                     Maria ha per ciascuno di noi uno sguardo di predilezione, lei che è interprete del sorriso di Dio e della sua benevolenza.
Ci conosce uno per uno, come una madre che sa per quale via raggiungere i suoi figli, pur molto diversi tra di loro, e quale è il momento opportuno per intervenire con ciascuno.
Maria sa bene che il drago demoniaco è sempre all’erta per separarci dal Figlio suo e tenta di dividerci anche tra di noi.
Il nostro nemico ci tende continuamente dei trabocchetti, pur di farci cadere. Egli gioisce delle nostre cadute e attraverso di esse vorrebbe farci credere che è sempre e comunque il male a prevalere sul bene, che le nostre infermità non ci aiuteranno mai a raggiungere quelle altezze a cui noi invece aspiriamo, perché attratti e chiamati dalla grazia di Dio.
Il drago, di cui parla l’Apocalisse, vuole la nostra rovina, come se nella nostra esistenza la redenzione, operata da Cristo, fosse vanificata nella sua potenza e resa infruttifera, fino a convincerci che tutto è senza senso.
Noi, al contrario, osiamo proclamare che Dio è più forte del male e che il Signore Gesù, se ci pentiamo, è nuovamente disposto a riammetterci alla comunione con sé.  Egli ci rianima dopo ogni nostra caduta, ci consola con il suo perdono, ci rafforza con la sua amicizia.
Come la cugina Elisabetta, all’incontro con Maria,  possiamo anche noi affermare con grande gioia: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo”.
Per mezzo di te, o Maria, è giunta a noi la salvezza, frutto del tuo Sì. Mediante la incarnazione, passione, morte e risurrezione del tuo Figlio Gesù ci è donata la libertà dei figli di Dio.
Per mezzo di Lui, autore della vita, siamo liberati dal giogo della schiavitù del peccato e del male, così da poter cantare con te, o Maria, le grandi opere dell’amore di Dio nella nostra vita  e la fedeltà del suo amore.
Anche noi possiamo esultare con Maria in Dio nostro salvatore, grati per i benefici ricevuti e di cui dobbiamo fare continuamente memoria.
Non abbiamo dunque paura della nostre fragilità e debolezze. Esse sono lo strumento attraverso cui il Signore, dopo averci liberati dal peccato, ci rimette in cammino e ci conduce alla pienezza della vita, là verso dove Maria esulta, insieme con tutti i salvati, e accompagna con amore materno ciascuno di noi, discepoli del suo Figlio.