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Assemblea delle comunità pastorali   versione testuale
Sabato 21 settembre, a Tavernerio, un incontro per conoscere, dialogare, ascoltare

Sabato 21 settembre, la Casa dei missionari Saveriani di Tavernerio (Co) accoglierà l’Assemblea delle comunità pastorali. «Fin dagli anni Settanta – osservano i coordinatori della giornata – si sono diffuse, nella nostra diocesi, esperienze di integrazione e collaborazione tra parrocchie. Non stiamo parlando, dunque, di un fenomeno di per sé rivoluzionario, ma di un percorso progressivo che ha poi conosciuto modifiche da una quindicina di anni a questa parte, assumendo, nell’ultimo quinquennio, le forme che le nostre comunità stanno sperimentando». Un cammino impegnativo «che si costruisce a poco a poco, con aggiustamenti rispettosi della specificità di ogni situazione e che sarà al centro del confronto di sabato». Si sta delineando, dunque, un nuovo modo di essere Chiesa, un’evoluzione che tiene conto di alcuni dati concreti, come la trasformazione degli stili di vita delle persone, il nuovo assetto sociale, culturale e demografico di città e paesi e un’oggettiva diminuzione del numero di sacerdoti. In un contesto così mutato e mutevole la diocesi di Como sta affrontando diversi “rinnovamenti”: nell’Iniziazione cristiana, nella preparazione al matrimonio, nella formazione dei laici, nella costituzione dei vicariati… e, appunto, nel nuovo modo di essere comunità pastorali o di realizzare collaborazioni fra le parrocchie. «L’originalità delle comunità pastorali – spiega monsignor Italo Mazzoni, vicario episcopale – sta in due elementi costitutivi: l’attenzione rinnovata e più estesa al territorio e la collaborazione fraterna come metodo non opzionale». Non è, insomma, una fusione aziendale né un modo per affrontare il calo delle vocazioni. «È il rapporto tra Chiesa e territorio a cambiare – riprende don Italo –. La Chiesa cerca di ridefinirsi in riferimento a paesi e città in grande trasformazione e ad un territorio che non è solo geografico, ma anche sociale, civile, culturale, storico. Gesù continua a camminare sulle nostre strade, a predicare nelle nostre piazze. Non ha inventato lui “un parroco, un campanile”. Lui ha inventato la missione!».

 

Attualmente, in diocesi, si contano 86 esperienze più o meno strutturate sotto la forma di “comunità affidate a un unico parroco” o di “collaborazioni sistematiche fra parrocchie”. In molti casi un progetto specifico è nato all’indomani della visita pastorale, su invito specifico del vescovo monsignor Diego Coletti. Ma non va dimenticato che il 60% delle parrocchie diocesane (225 su 338) vive collaborazioni pastorali. «Il cambiamento in atto – ribadisce monsignor Mazzoni – non è solo culturale, è anche ecclesiale. Non viene solo dalle emergenze; viene soprattutto da alcune consapevolezze che il Concilio ci ha indicato. La più grande riguarda l’identità della Chiesa, Popolo di Dio e Corpo vivo del Cristo. Da lì viene la responsabilità e lo slancio della Chiesa nel mondo… La trasformazione in atto per la nascita delle comunità pastorali avrà ricadute positive anche sulle Parrocchie, in particolare nei cammini di fede e nelle forme di partecipazione e di corresponsabilità laicale». In ambiti, ad esempio, come quello delle responsabilità amministrative, che ricadono in capo al parroco, sono indispensabili da rispettare ma, di fatto, tolgono spazio all’impegno pastorale dei preti.

 

L’Assemblea di sabato 21 settembre è la risposta al bisogno manifestato dalle comunità di confrontarsi e condividere le esperienze. «Il metodo utilizzato sarà di tipo narrativo – puntualizza don Italo –. Non ci sarà un semplice accostamento di esperienze né vi è la necessità di giungere a delle soluzioni». Le “parole d’ordine” saranno ascolto e dialogo, con un’attenzione particolare alle difficoltà: di chi organizza e della gente, legate a temi forti, come povertà, salute, fragilità, rapporto fra generazioni, possibilità di spostamento. «Da questa Assemblea – conclude don Italo – verrà la traccia per la progettazione dei prossimi anni. Non verranno ricette, ma esigenze e intuizioni. E spero venga il desiderio di continuare a collaborare nella ricerca di nuove vie di carità e di speranza».

 

La giornata avrà inizio alle ore 9.00 con la preghiera, l’introduzione del Vescovo Diego Coletti cui seguirà quella di monsignor Italo Mazzoni. Spazio, poi, a una quindicina di testimonianze che prevedono il “racconto” di cosa si è fatto nel realizzare la comunità pastorale o la collaborazione fra parrocchie. I lavori del mattino si chiuderanno con una lettura teologico-pastorale di quanto emerso affidata a don Battista Rinaldi, direttore dell’Ufficio diocesano per la Catechesi. Nel pomeriggio, dalle ore 14.00, i lavori di gruppo dedicati a “Il cammino verso le comunità pastorali”; “I Consigli di partecipazione”; “Catechesi e oratori”; “Celebrazioni anche senza sacerdote”; “Carità e cura degli infermi”; “Figure ministeriali”; “La vita del prete”.  Comune a tutti i gruppi sarà l’approfondimento del rapporto tra comunità pastorali e evangelizzazione, con una particolare attenzione alla famiglia, crocevia di tutte le attività della comunità. Ci si ritroverà poi in Assemblea per condividere le proposte pastorali suggerite dai gruppi di lavoro per il futuro cammino delle comunità pastorali. L’Assemblea dovrebbe chiudersi intorno alle ore 16.30.