Il S. Natale occasione per un suo "rilancio"

Fondo Solidarietà Famiglia Lavoro 2020

Nell’imminenza del Natale, a nome delle Associazioni diocesane e civili che hanno sviluppato il progetto fortemente voluto dal nostro Vescovo Oscar, in allegato è possibile scaricare il volantino di rilancio del Fondo diocesano di Solidarietà Famiglia e Lavoro 2020. Questo strumento ha permesso di incontrare, sostenere e aiutare oltre 250 famiglie della nostra Diocesi: ma abbiamo bisogno di ogni goccia per poter fronteggiare i prossimi difficili mesi!

A sei mesi dall’inizio dell’attività è possibile fare un bilancio degli interventi del “Fondo di Solidarietà Famiglia Lavoro 2020. In memoria di don Renato Lanzetti e di tutte le vittime del coronavirus”.Il Fondo (FSFL2020), voluto dal vescovo Oscar, ha lo scopo di offrire un sostegno economico a famiglie e persone che si sono venute a trovare e si trovano oggi in situazioni di povertà a causa del Covid 19. In questa specifica iniziativa si sono coinvolte diverse associazioni con il coordinamento del Servizio diocesano alla pastorale sociale, del lavoro e della custodia del creato.Un primo dato riguarda le donazioni, prima fra tutte quella della Diocesi, che sono arrivate alla cifra di circa 340.000 euro, grazie alla sensibilità di oltre 350 cittadini, di comunità parrocchiali e di istituzioni laiche e religiose.A oggi sono stati devoluti 216.000 euro che hanno interessato oltre 230 famiglie. Il saldo dice che nelle casse del Fondo sono rimasti circa 120.000 euro: se si tiene conto degli interventi prevedibili nel periodo prenatalizio, a gennaio la disponibilità del Fondo non supererà i centomila euro. In pochi mesi quindi si esauriranno le risorse ora presenti.Il Comitato di Garanzia ha quindi deciso di dare un impulso alla raccolta di donazioni, anche sulla base di alcune considerazioni.Innanzitutto si prevede che i prossimi mesi -con l’augurio che possano portare meno lutti e sofferenza di quelli precedenti -saranno ancora più difficili dal punto di vista economico. Una serie di tutele che hanno almeno permesso di sopravvivere ai lavoratori e ai piccoli imprenditori danneggiati da chiusure e difficoltà di mercato verranno meno, si assisterà a licenziamenti e alla fine di supporti ora in atto e questo interesserà tante famiglie. Le fasce meno protette, i lavoratori precari e stagionali, quelli sottopagati o costretti a forme improprie di subordinazione, saranno costrette a bussare ancor più alle porte dei servizi sociali, delle istituzioni pubbliche e private che distribuiscono viveri e piccoli contributi.Le organizzazioni benefiche e di volontariato, in particolare quelle vicine alla Chiesa italiana, sapranno ancora dare risposte adeguate e in questo contesto anche il Fondo Diocesano di Solidarietà non verrà meno al compito che oltre all’aiuto economico si esprime con un rapporto fraterno e solidale finalizzato al reinserimento lavorativo e sociale.La raccolta di contributi promossa dal Fondo in questi mesi ha dovuto confrontarsi con le oggettive difficoltà che hanno impedito iniziative pubbliche capillari e ha anche risentito della riduzione dei proventi derivanti dalle offerte alle messe domenicali. Occorre inoltre tenere conto, come segno certamente positivo, che molte comunità parrocchiali e organizzazioni ecclesiali si sono impegnate direttamente sul territorio per rispondere alle urgenze dei poveri della porta accanto.

Le forme di raccolta del Fondo si sono quindi limitate quasi esclusivamente all’utilizzo del bonifico bancario, che non è alla portata di tutti e che rende difficile l’espressione più immediata e genuina dell’“obolo della vedova”, cioè del dono anche piccolo, frutto del sentimento di fraternità, di chi ha meno risorse economiche. La campagna di rilancio delle donazioni in vista del Natale si basa anche su un’altra considerazione: tante famiglie hanno subito pesanti danni economici e questa difficoltà ha attraversato indistintamente le diverse classi sociali: lavoratori garantiti e precari, commercianti, artigiani, imprenditori di ambiti colpiti dalle chiusure e altre operanti in settori avvantaggiati. Non si può quindi bussare alla porta di chi vive nella difficoltà, anche se non si devono porre limiti alla generosità delle persone.Gli analisti economici e finanziari hanno dato un’informazione emblematica: da febbraio a novembre 2020 i depositi bancari degli italiani si sono incrementati di oltre cento miliardi di euro, derivanti da una frenata degli investimenti in un momento di incertezza e alla diminuzione forzata dei consumi. Un abbondante sessanta per cento delle famiglie, quella che non ha subito danni economici dalCoronavirus, ha risparmiato risorse e le ha conservate in banca in attesa di segnali rasserenanti. La campagna del Fondo in questa fase si rivolge quindi prevalentemente a quanti possono attingere a una piccola parte dei loro risparmi per investire in solidarietà e donare un contributo che permetterà a una famiglia in situazione di povertà estrema di avere un periodo di sollievo e in prospettiva di riprendere il proprio posto nella comunità. In questa direzione il Fondo sostiene lo sforzo dei suoi referenti sul territorio per un accompagnamento nella ricerca di soluzioni oltre l’urgenza.A questo riguardo è opportuno ricordare che se il Fondo non ha titolo per offrire posti di lavoro, tuttavia avverte la gravità della crisi economica che colpisce anche la realtà locale. Da qui la volontà di condividere con soggetti economici, imprenditoriali, sindacali e ordini professionali un dialogo sulle prospettive dell’economia e dell’occupazione nel territorio .

Gli strumenti di questa raccolta:-una donazione, detraibile fiscalmente, al conto corrente intestato a “Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio ONLUS” IBAN: IT 96 K 0521 6109 000 000 000 12617 -un contributo in parrocchia o in altra sede delle organizzazioni aderenti in modo che possa pervenire alla Caritas diocesana.Due possibili collaborazioni:-diffondere il più possibile il messaggio del Fondo di Solidarietà -segnalare alle parrocchie e alle associazioni presenti sul territorio (Caritas, ACLI, Compagnia delle Opere e quelle aderenti alla Consulta diocesana delle aggregazioni laicali) la presenza di persone e famiglie in difficoltà.

Vi chiediamo di diffondere il volantino ad ogni gruppo e associazione che conoscete, oltre che esporlo in ogni bacheca (fisica e non – siti, social media, …).

Grazie!

 

Servizio della pastorale sociale, del lavoro e della custodia del creato

Caritas Como

Acli

Compagnia delle opere Como

CDAL – Consulta diocesana delle associazioni laicali