12 aprile 2018 - Traona

Funerale don Domenico Songini

È consolante che la parrocchia di Traona abbia accolto con molta naturalezza la salma di don Domenico, considerando questo rientro come il naturale “ritorno a casa” di un padre, che ha condiviso per ventinove anni la storia di questa famiglia parrocchiale, spendendo in essa e per essa le sue migliori energie.  La gratitudine della nostra gente conforta i sacerdoti nel loro impegno pastorale, perché assicura loro vicinanza e affetto, condizioni preziose perché un pastore si senta accolto e possa veramente agire in tutta serenità.

Rientra don Domenico qui a Traona dopo essere stato ospite della casa Madonna del lavoro, a Nuova Olonio: i padri Guanelliani, con i loro collaboratori, lo hanno accolto e amorosamente seguito fino alla morte: ad essi il nostro più sincero grazie!

Ricordiamo con gioia don Domenico come il prete più anziano del nostro presbiterio: proprio lo scorso giovedì, 5 aprile, nel santuario della Trinità misericordia a Maccio di Villaguardia, nella giornata degli anniversari sacerdotali, abbiamo pregato per lui, sacerdote da settantacinque anni. Il dono del sacerdozio non si logora nel corso del tempo, gli anni scorrono velocemente, così che non è data la possibilità di invecchiare, ma quanto più il tempo si prolunga, tanto più ci si sente disposti a rinnovare il fervore iniziale, che non viene mai meno (e questo è un grande dono della della fedeltà di Dio nei nostri confronti, ma anche della risposta generosa del presbitero). Don Domenico ha insegnato ai confratelli preti non tanto l’arte di invecchiare, ma quella di mantenersi giovane, pur nello scorrere del tempo, alla bellezza dei suoi novantotto anni di età, dentro un animo colmo di saggezza e di sapienza e anche di dolcezza.

La perenne giovinezza dello spirito, facilmente ravvisabile in don Domenico, da chi lo visitava, è assicurata, però, a tutti i battezzati, resi capaci di camminare in una vita nuova dall’acqua vivificante del fonte battesimale e sostenuti dalla grazia dello Spirito Santo. Dal giorno del Battesimo incomincia nei cristiani un cammino di risurrezione, operato da Cristo crocifisso e risorto, che conduce a maturare nella vita di tutti i giorni frutti di novità evangelica. Le energie del Risorto producono una vitalità che conduce a valicare i confini della morte e che apre all’aurora del mondo nuovo, dono della redenzione del Signore. E’ quanto ci ha detto la prima lettura, mentre consideriamo la testimonianza esemplare di don Domenico, la cui vita è stata interamente dedicata al servizio del popolo di Dio, in cammino nella storia, verso la pienezza del Regno.

Aprendogli le porte del Paradiso, il  Signore Gesù assicura a don Domenico la vita eterna, ossia una vita piena, una vita in comunione con Dio, con i Santi del Paradiso, con tanti  confratelli sacerdoti che egli ha conosciuto e stimato. Una comunione anche con uomini e donne che come sacerdote e parroco(a cominciare da Starleggi, poi a Villatico e quindi a Traona) ha preparato per affrontare “il santo viaggio”, che conduce alla Gerusalemme celeste, città in cui sperimentare la pienezza della pace. Dal Paradiso, che la Comunità cristiana e in particolare i nostro Presbiterio invoca per don Domenico, possa egli sorreggere e benedire la nostra Chiesa, assicurandole una nuova fioritura di vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa, per garantire lo sviluppo del bene che egli ha seminato con larghezza lungo gli anni fecondi del suo ministero.

Interceda per don Domenico e per noi tutti anche la preghiera del santo Luigi Guanella, che operò con parroco anche in questa parrocchia.