23 luglio 2020 - Capiago, Casa Incontri cristiani

Funerale Padre Luigi Guccini SDB

La mia amicizia con p. Luigi Guccini risale a molti anni fa, nata dalla condivisione di un comune interesse e che ci ha a lungo interpellato: “come aiutare i battezzati a diventare cristiani? ” . Un tema tipico dei pastori, che devono promuovere nei battezzati la coscienza grata di aver ricevuto con il Battesimo un grande dono da parte di Dio, che deve però essere accolto e sviluppato attraverso una risposta consapevole e libera per poter seguire Gesù e vivere così la propria vita ordinaria da cristiani adulti.

Un grande senso di affettuosa riconoscenza  nei confronti di p. LUIGI è espressa anche da voi, qui presenti, a nome di tutto il nostro Presbiterio e di tutti i membri della Vita Consacrata, maschili e femminili, per ciò che p. Guccini in questi anni  ha  condiviso tra noi, a servizio soprattutto delle persone consacrate.

Siamo  particolarmente uniti a tutti voi, Sacerdoti del sacro Cuore, membri della Comunità di Casa incontri cristiani: un faro di luce che da anni brilla tra noi, un ‘oasi di pace per la accoglienza sempre fraterna che siete soliti riservare e per il bene che diffondete tra i fedeli, che qui accorrono per i diversi corsi di formazione alla vita spirituale che vengono periodicamente proposti.

È anche tutta la Chiesa italiana che riconosce il servizio, qualitativamente elevato e prezioso, che p. Guccini ha svolto, lungo gli anni, nella ricerca di una comprensione nuova della vita consacrata, nel sincero desiderio di presentarla come un dono ancora attuale per la Chiesa e per il. Mondo.

P. Guccini cercava di stimolare la vita Consacrata perché fosse adeguata alle esigenze del tempo presente, capace di esprimere, dentro la storia di oggi,  la novità della esistenza cristiana, insieme alla testimonianza sincera dell’ attesa serena della vita futura.

Lodiamo perciò il Signore che ci ha convocato qui in questo luogo benedetto da tante persone che qui hanno trovato la pace, la gioia, la riconciliazione, hanno scoperto energie nuove con cui svolgere con rinnovata dedizione il proprio servizio ai fratelli, grazie anche al contributo di p. LUIGI,  che oggi vogliamo affidare alla misericordia di Dio.

La Parola di Dio, che oggi la liturgia ci mette a disposizione, ci aiuta a comprendere, attraverso un brano della lettera ai Galati, la centralità di Cristo crocifisso nella vita del cristiano, dentro la quale si avverte con stupore e meraviglia come l’iniziativa divina abbia preceduto di gran lunga la nostra libera risposta umana.

Il Figlio di Dio è presentato come Colui che ci ama personalmente fino a offrirsi al Padre per amore di ciascuno di noi. “Mi ha amato e ha consegnato se stesso per me”.  La vita cristiana si sviluppa dunque a partire dalla grata consapevolezza di essere stati amati per primi, così che solo attraverso la gratitudine e la lode e con una conseguente adesione possiamo rispondere a Colui dal quale siamo stati amati e ci ha chiamato alla comunione trinitaria mediante il Battesimo.

Non finiremo mai di stupirci come ciascuno di noi sia stato scelto dal Signore Gesù non in virtù di speciali qualità o meriti particolari, non perché migliori di altri, ma solo per pura grazia e misericordia di Dio. Da qui il nostro impegno per corrispondere a tanto immeritato amore, alla tanta fiducia che Dio ripone in ciascuno di noi, nonostante la nostra fragilità.

Il Vangelo, poi, sottolinea con forza la necessità di rimanere uniti a Cristo, come i tralci sono intimamente uniti alla vite, se vogliamo portare frutto, ossia dare un senso compiuto alla nostra esistenza.
“Portare frutto” : questa espressione ricorre in pochi versetti almeno sei volte. “Portare frutto, portare più frutto, portare molto frutto”, il Signore è interessato e coinvolto perché noi, suoi discepoli, portiamo frutto, ossia viviamo la vita in pienezza, seguendo il suo esempio.

Per questo Gesù è stato inviato dal Padre. Questa è la sua gioia: fare in modo che anche noi diventiamo veri figli del Padre, come Lui; anche noi compiamo le opere che piacciono al Padre, come le ha compiute Lui.

La nostra santificazione, ciascuno attraverso una sua via particolare, si sviluppa attraverso la nostra libera obbedienza alla volontà del Padre, che ci chiama alla intima comunione con sé nella santissima Trinità. Egli sa ciò di cui abbiamo veramente bisogno, ciò che ci rende pienamente felici e rende così il mondo attorno a noi più bello, più abitabile, più umano.

La gente deve poterci vedere colmi della gioia di Dio, non una gioia apparente ed effimera, costruita ad arte per l’occasione. Deve poter constatare che la nostra è una gioia evangelica, pasquale, frutto di un amore donato, risultato di una vita spesa nel dono di noi stessi.
Quella gioia semplice e grata che il nostro padre Luigi ci ha trasmesso quando era tra noi,  vivendo con fedeltà e amore la sua vita di discepolo, di consacrato e di pastore. Ringraziamo il Signore per averci donato p. LUIGI e chiediamo per noi di poter vivere alla luce dei suoi insegnamenti.