Proposta di valorizzazione dei percorsi culturali ai fini dell'evangelizzazione

Ha preso avvio “La via della bellezza”

Sabato pomeriggio, 6 aprile 2019, al Centro Pastorale Cardinal Ferrari si è svolto l’incontro formativo “La via della bellezza – Annunciare Dio con Arte” a cura della Commissione diocesana Arte ed Evangelizzazione, che ha visto la presenza dei relatori don Antonio Scattolin, della diocesi di Verona, e Ester Brunet , del patriarcato di Venezia. Molti i partecipanti, tra cui catechisti dell’iniziazione cristiana, insegnanti IRC e non solo, educatori, membri dei gruppi liturgici, guide turistiche di chiese e luoghi sacri. L’intento era di offrire spunti per acquisire competenze su come costruire percorsi di catechesi e di annuncio attraverso l’arte e sul come farne fare esperienza. Ci ricordava don Antonio Scattolin che da diversi anni esiste un’esperienza di annuncio con l’arte promossa e portata avanti da un gruppo di lavoro costituito in collaborazione con l’Ufficio Catechistico Nazionale. In tante diocesi sono state promosse diverse iniziative, riflessioni, laboratori formativi con l’obiettivo di formare alla lettura dei segni e significati contenuti nell’arte come linguaggio per evangelizzare. Sicuramente tutti, nella propria vita, hanno fatto esperienza della bellezza nell’arte: la bellezza, quando ci appare nella sua luce, ci lascia a bocca aperta annullando ogni pensiero, aprendoci allo stupore e alla meraviglia, trascinandoci in qualche cosa che ci supera e ci porta in un “oltre” noi stessi, verso la bellezza del Mistero di Dio che indica all’uomo la vera destinazione spirituale. Ne consegue, per tutti i credenti, un forte impulso a riscoprire e a far scoprire il lato bello di Dio e i segni che nella bellezza troviamo di Lui.

In questi anni si è sperimentato e riflettuto molto sul fatto che l’arte possiede un potenziale molto più ampio. Non è un caso che diverse discipline (psicologia, antropologia, scienze della comunicazione, teologia, sociologia, medicina…) e diversi ambiti di pratica pastorale (parrocchie, musei, scuole, ospedali, carcere, case di spiritualità, centri di accoglienza per profughi immigrati…) abbiano permesso di allargare ed approfondire i fondamenti, le ragioni teologiche, le competenze, i principi metodologici di tutto ciò che riguarda l’annuncio con l’arte. Ascoltare don Antonio e la dottoressa Brunet, che ci ha presentato il volume illustrato per ragazzi sul progetto “Bibbia e Tintoretto” realizzato a Venezia in equipe interdisciplinare (rappresentanti del mondo della scuola, della catechesi, della teologia biblica, dell’editoria) è stato da stimolo per pensare a come anche noi, ciascuno con la sua competenza e nel proprio ambito di servizio e di appartenenza, abbiamo la possibilità di scoprire, condividere e accompagnare altri nel cammino della conoscenza del linguaggio dell’arte e del bello che sa donare. La vita di ogni cristiano nel mondo rappresenta uno sforzo per reintrodurre la bellezza nell’umanità attraverso la trasformazione non solo dei cuori, ma anche delle strutture della società. Questo significa lasciar entrare sempre più bellezza nella vita spirituale, nei cuori, nella vita comunitaria ed essere attenti all’autenticità delle relazioni perché esse rappresentano un riflesso della Bellezza originaria.

Don Antonio, nella sua relazione e racconto della sua esperienza di Verona, ci ha provocato a ripensare e lasciarsi coinvolgere, nonché ad assumere progressivamente quella dinamica caratterizzata da un modello di evangelizzazione che suppone un dinamismo “immersivo” che non è altro che quello tipicamente iniziatico: poiché l’opera d’arte è interpretazione o esegesi del mistero nel visibile, farne esperienza concreta diventa proprio un’iniziazione al mistero di Dio che si rivela e si attualizza nella storia e nella vita. Si tratta, quindi, di un’immersione profonda in quella dinamica di fede che è vita cristiana, ricevuta e accolta, che trasforma e trasfigura, rivela e provoca alla ricerca e all’esperienza. …

“Non si può toccare senza essere toccati!”: questa l’esperienza concreta nella quale ci siamo immersi nella seconda parte del pomeriggio; attraverso un laboratorio esperienziale nella Basilica di sant’Abbondio, che ci ha condotti all’osservazione “dal vivo” degli affreschi dell’abside, i membri della Commissione ci hanno consegnato la consapevolezza che l’esperienza della Bellezza nell’Arte è necessariamente dono da imparare a leggere e riconoscere, nonché “voce e segno” della presenza e della mano di Dio, strumento da portare nella vita e nell’annuncio della Buona Notizia che nei cammini di catechesi e di evangelizzazione si vive e si propone. I credenti possono così convertirsi da consumatori di immagini a gente che si nutre delle immagini, per diventare a loro volta immagini viventi (pietre vive), mai compiute e sempre in definizione.

Come dice Alessandro D’Avenia in un’intervista: “La sfida è trovare la bellezza nascosta nel quotidiano, trasformando in versi la prosa dell’ordinario”. Nasce da qui l’invito rivolto a ciascuno a ricercare nelle nostre comunità momenti formativi, artistico-spirituali, utili ad affinare sensibilità, sguardi, pensiero, competenze che permettano – attraverso il linguaggio dell’arte e del “bello” – di cercare, incontrare e raccontare il Mistero di Dio e le tracce della sua presenza nell’oggi della storia di ogni uomo. La presentazione della Commissione, composta da Francesco Pavesi, Francesco Fornasieri, Alberto Rovi, Mariangela Gaurisco, Emanuela Venegoni, Tiziana Mazzola e don Francesco, delle sue finalità e degli obiettivi futuri, insieme ad un momento celebrativo, ha concluso questo aperitivo formativo. Restiamo in attesa di altre proposte.