21 febbraio 2021 - Parrocchia di Breccia (Como)

I domenica Quaresima – Anno B

Un saluto cordiale a tutti voi, qui presenti, in questa chiesa parrocchiale di Breccia, che celebrate con me l’Eucaristia. Un ben trovati anche a  voi che ci seguite dalle vostre case, collegati mediante la televisione e assistete da lontano a questo rito.

Un abbraccio particolare a voi, persone anziane o ammalate, primi destinatari di questo collegamento televisivo, che trovate un grande conforto nel sentirvi in comunione con noi, radunati in assemblea liturgica,  in questa prima domenica di Quaresima.

Un ricordo pieno di riconoscenza, nella giornata che onora i “camici bianchi” anche a tutti i medici, agli infermieri e agli operatori sanitari, soprattutto a quanti sono impegnati nell’aiuto agli ammalati di Covid e a coloro che hanno messo a rischio la loro vita per soccorrere i fratelli infermi (sono 326 fino ad oggi).

Siamo in cammino verso la Pasqua, soprattutto verso la veglia pasquale, “madre di tutte le veglie”, quando rinnoveremo le scelte del nostro Battesimo, porta di ingresso della vita cristiana, ed esprimeremo il desiderio di continuare a  seguire il Signore Gesù, crocifisso e risorto dai morti, e di vivere secondo il suo vangelo.

Seguirlo non per una abituale consuetudine, ma perché una volta ancora sentiamo necessaria la sua presenza nella nostra vita quotidiana per vivere una umanità piena, solidale, riconciliata e gioiosa, nei confronti di noi stessi, degli altri nostri fratelli e  sorelle e di Dio, nostro padre.

La parola di Dio che ci accompagnerà nel corso di queste domeniche di Quaresima, soprattutto attraverso il vangelo di Marco, ci aiuterà a percorrere un vero e proprio “itinerario spirituale” per conoscere meglio il Signore, per amarlo di più e seguirlo con maggiore decisione come il signore della nostra vita. Saremo aiutati anche a diventare suoi discepoli, dentro le nostre occupazioni quotidiane e nella situazione in cui ci troviamo oggi, in questo tempo così travagliato del corona virus.

Cambia l’orizzonte della nostra vita se scegliamo di seguire Gesù, perché facciamo nostri i suoi sentimenti, quindi la sua vita, le sue scelte di servizio e di solidarietà con tutti, perché valutiamo la nostra esistenza e quella degli altri in modo diverso. Imposteremo la nostra esistenza con lo stesso orientamento pasquale di Gesù, che ci ha amato e ha donato tutto se stesso per noi, fino alla fine. Cambia la nostra vita se anche noi decidiamo di “non vivere più per noi stessi, ma per Lui, che è morto e risorto per noi”.

Questo tempo quaresimale è una occasione favorevole, un tempo per stare con noi stessi, in solitudine per riflettere e per pregare, in vista della nostra conversione. “Quanto io amo Gesù, quanto ho fiducia in lui, così da impegnarmi a seguirlo, rassomigliargli e condividere le sue scelte? “

Il cristianesimo non consiste in un codice etico, ossia in regole da seguire o da evitare, ma nel conoscere, amare e seguire la persona viva di Gesù, immagine del Dio invisibile.
Nessuno può seguire Gesù se non lo conosce, nessuno lo può conoscere a fondo se non lo si ama e ci si fida di lui. Solo se amiamo Gesù possiamo seguirlo, cercando di condividere i suoi sentimenti e il suo orientamento di vita.

Come è annunciato nel vangelo di oggi, Gesù, all’ inizio della sua vita pubblica, è stato condotto nel deserto dallo Spirito per pregare il Padre in una lunga e profonda intimità e per progettare la sua vita futura e la sua azione messianica. E in tutta la sua vita terrena, non solo nel deserto, Gesù è stato tentato da Satana che gli suggeriva di preferire i criteri mondani e non piuttosto il volere di Dio padre.

Accogliamo allora l’invito di Gesù, attraverso le sue prime parole nel vangelo secondo Marco: “Il tempo è compiuto, il regno di Dio è vicino. Convertitevi e credete al Vangelo “.

Come se Gesù dicesse: attraverso di me è giunto il tempo nuovo, tanto atteso e desiderato nel popolo di Dio della prima alleanza. La mia presenza in mezzo all’umanità determina un modo nuovo di essere, che cambia la visione della vita e il giudizio sui fatti ordinari.

Seguendo il Vangelo, infatti, il nostro modo di pensare e di scegliere, capovolge il sentire comune, tanto differente.

Se aderiamo a Gesù egli apre all’umanità orizzonti insperati: la piena comunione con Dio da parte di ogni uomo, liberato dalla schiavitù del peccato, che blocca ogni crescita.

Se abbiamo fede in Gesù Cristo incomincia un nuovo modo di vivere anche la relazione con gli altri, considerati come veri fratelli e non degli ostacoli alla nostra crescita.

Convertitevi e credete al Vangelo”: ci dice Gesù, “datemi fiducia”, Io ho criteri di felicità che non deludono, perchè superano ogni umana attesa e che sono portatrici di pace e di gioia. Io offro a tutti voi la possibilità di vivere in pienezza la vostra esperienza umana, frutto del dono che Dio Padre regala agli uomini e che vi permetterà di vivere da riconciliati, capaci così di costruire assieme agli altri un mondo nuovo.
Credete al Vangelo: ossia fidatevi di questa mia insperata proposta di felicità. Gesù aggiunge: solamente è richiesta una piena fiducia in me, nel mio modo di vivere la vita e di scegliere, come è narrato nei vari episodi del Vangelo.

I primi discepoli, che Gesù ha chiamato a seguirlo e che nel vangelo secondo Marco vengono ricordati subito dopo il brano annunciato oggi, sono l’esempio di una vera e autentica conversione/adesione al Signore.

siamo di nuovo invitati ad aderire di nuovo e con maggiore consapevolezza a Gesù, il figlio di Dio, che ci chiama a una pienezza di vita, che è poi la felicità, nostra e degli altri.

[Seguire Gesù ci determina nello scegliere di essere presenti nel mondo, a usare della nostra professione una occasione non di potere, ma di servizio in ogni suo settore, per essere sale della terra e luce del mondo, in piena solidarietà con tutti, considerati non come concorrenti o estranei, ma come veri fratelli e sorelle, compagni di viaggio dentro questo mondo, che ci è stato dato non come se fossimo padroni, ma come custodi. Seguire Gesù ci abilita, per esempio, a usare i nostri beni in un certo modo piuttosto che in un altro.]