Fino al 28 ottobre i lavori del Sinodo della Chiesa Universale

I giovani, la fede e il discernimento vocazionale

Un mondo migliore si costruisce anche grazie a voi, alla vostra voglia di cambiamento e alla vostra generosità. Non abbiate paura di ascoltare lo Spirito che vi suggerisce scelte audaci, non indugiate quando la coscienza vi chiede di rischiare per seguire il Maestro. Pure la Chiesa desidera mettersi in ascolto della vostra voce, della vostra sensibilità, della vostra fede; perfino dei vostri dubbi e delle vostre critiche. Fate sentire il vostro grido, lasciatelo risuonare nelle comunità e fatelo giungere ai pastori. San Benedetto raccomandava agli abati di consultare anche i giovani prima di ogni scelta importante, perché «spesso è proprio al più giovane che il Signore rivela la soluzione migliore.

Papa Francesco
(Lettera ai giovani in occasione della presentazione del documento preparatorio della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi)

 

E’ iniziato il 3 ottobre, per concludersi domenica 28 ottobre, il Sinodo della Chiesa Universale sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, indetto da Papa Francesco. Quattordici relazioni, sei lingue diverse, un unico tema: l’ascolto. Si articola così il lavoro dei Circoli minori sinodali, incentrato sulla prima parte dell’Instrumentum Laboris. A risaltare maggiormente è la necessità di una Chiesa empatica, in dialogo, che eviti l’autoreferenzialità, i pregiudizi, e punti piuttosto sulla credibilità della testimonianza. I giovani vanno valorizzati – dicono i Padri Sinodali – La loro partecipazione attiva alla vita ecclesiale va promossa e rilanciata, il loro impegno va messo a frutto in un’ottica di vera sinodalità, affinché siano protagonisti, con responsabilità, di processi, e non di singoli eventi. In tal modo, essi saranno evangelizzatori dei loro coetanei. Qui proponiamo un “riassunto” delle principali tematiche affrontate nella prima settimana.

Ricordiamo che il sito web del quotidiano “Avvenire” propone una sezione dedicata ai lavori del Sinodo (per accederVi clicca qui) mentre a questo cliccando qui è possibile accedere al sito internet ufficiale del Sinodo.

I giovani, “sismografo” della realtà

“Sismografo” della realtà, i giovani sono Chiesa, ribadisce il Sinodo: a loro, bisogna offrire con gioia ragioni per vivere e sperare, evitando moralismi e dimostrando che la vita è la risposta alla vocazione che Dio dà a ciascuno di noi: in fondo – afferma l’Aula del Sinodo – la vita è bella perché ha un senso. Anche perché i giovani sono in grado di prendere decisioni, sottolineano i Padri sinodali, ma bisogna aiutarli a prendere decisioni a lungo termine.

Il rischio della “demenza digitale”

I Circoli minori si soffermano, poi, sul tema della cultura digitale, parte ormai pervasiva nella vita dei giovani, ricca di luci, ma anche di ombre, quali l’aumento del senso di solitudine, il rischio di un atteggiamento compulsivo nei confronti della “cultura dello schermo”, di una “demenza digitale” che comporta incapacità di concentrazione e di comprensione di testi complessi, di una “migrazione virtuale” che trasporta i giovani in un mondo tutto loro, a volte frutto di invenzione. In tale contesto, la presenza della Chiesa è essenziale per accompagnare i ragazzi, insegnando loro che il web va usato, senza farsi usare. Da non dimenticare, però, anche i tanti giovani “non connessi” che spesso vivono in zone rurali prive di Internet.

Affrontare lo scandalo degli abusi

Altro tema esaminato dai 14 Circoli minori, quello degli abusi: scandalo che mina la credibilità della Chiesa, esso va affrontato in modo approfondito, riconquistando la fiducia dei fedeli, uno per uno, e senza dimenticare quanto già compiuto dalla Chiesa per contrastare e prevenire tale crimine ed evitare ulteriori, catastrofiche, mancanze. Sarà essenziale anche – afferma il Sinodo – aiutare i sopravvissuti agli abusi a trovare la via del perdono e della riconciliazione. I Circoli sottolineano poi il bisogno di una migliore articolazione della questione della sessualità, che va affrontata con limpidezza ed umanità, senza tralasciare il linguaggio teologico.

Migranti: perorare la loro causa a livello internazionale

Quindi, lo sguardo dell’Aula si rivolge al tema delle migrazioni, che colpisce anche tanti giovani: le migrazioni, infatti, sono il paradigma dell’interesse che i ragazzi rivolgono all’impegno della Chiesa nel campo della giustizia e della politica. Per questo, occorrono una pastorale adeguata al settore e un coinvolgimento congiunto di Conferenze episcopali toccate direttamente da tale fenomeno. Bisogna perorare la causa dei migranti a livello internazionale – dice l’Aula del Sinodo – creando canali di legalità e sicurezza; è importante promuovere opportunità nei Paesi di provenienza e in quelli di accoglienza. Non bisogna, poi, dimenticare gli sfollati ed i migranti interni alle singole nazioni, così come i perseguitati e i martirizzati in tante zone del mondo.

Educazione sia solida, interdisciplinare, integrale

L’Aula del Sinodo affronta anche il tema della formazione e dell’educazione che deve essere solida, interdisciplinare, integrale. Ricordando l’importanza delle scuole e delle Università cattoliche – che vanno valorizzate, e non strumentalizzate, perché possono formare i giovani alla fede e alla vita cristiana – si ribadisce che l’insegnamento è uno dei compiti primari della Chiesa e che spesso, di fronte a fenomeni come il fondamentalismo e l’intolleranza, la risposta migliore è proprio nella promozione di un’educazione al rispetto e al dialogo, sia interreligioso che ecumenico.

Rafforzare la famiglia

La questione della formazione passa anche tramite la sfida di una pastorale familiare adeguata, che aiuti la trasmissione della fede tra generazioni diverse. Oggi, infatti – afferma l’Aula del Sinodo – la famiglia vive una fase di crisi, dovuta alla sua destrutturazione e all’indebolimento della figura paterna. Gli adulti, in generale, troppo giovanilisti ed individualisti, non hanno aiutato la percezione della Buona Novella tra i ragazzi. È responsabilità, invece, di ogni credente accompagnare i giovani all’incontro personale con Gesù, perché la gioventù costruisce se stessa sulla base di ciò che riceve in famiglia. Per questo, la Chiesa, “famiglia di famiglie”, deve offrire ai giovani una vera esperienza familiare, in cui si sentano accolti, amati, curati, e accompagnati nella loro crescita, nel loro sviluppo integrale e nella realizzazione dei loro sogni e speranze.

La Chiesa, scuola di insegnamento

La giusta formazione riguarda anche i pastori, dice il Sinodo: serve, infatti, un nuovo stile di vita sacerdotale e occorrono vescovi che sappiano accompagnare i giovani in modo competente, perché al momento sembrano mancare strategie pastorali efficaci ed in grado di confrontarsi con il secolarismo e con la globalizzazione, che presenta comunque delle opportunità per conciliare modernità e tradizione. In fondo, la Chiesa, madre e maestra, deve essere una scuola di insegnamento per ogni giovane, superando una mancata sintonia tra essa stessa ed i ragazzi.

Proposto un Messaggio per i giovani

Da più Circoli, inoltre, arriva la proposta che dal Sinodo esca un Messaggio ai giovani e che esso abbia uno stile narrativo adatto per consegnare loro la speranza cristiana con parole profetiche che raccontino lo sguardo di Dio sulla gioventù. In quest’ottica, viene suggerito anche l’uso della multimedialità, così da rivolgersi ai ragazzi non solo con un testo scritto, ma anche con video e immagini.