15 marzo 2020

III Domenica di Quaresima

Segno di Croce

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 4,5-42)

Molti Samaritani di quella città credettero in lui [Gesù]. E quando giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

Padre nostro

Preghiera:

O Dio, sorgente della vita,

tu offri all’umanità riarsa dalla sete l’acqua viva della grazia

che scaturisce dalla roccia, Cristo Salvatore;

concedi al tuo popolo il dono dello Spirito,

perché sappia professare con forza la sua fede,

e annunzi con gioia le meraviglie del tuo amore.

Amen.

Lettura:

“Come un granello di senape” è il nome, scelto con chiaro rimando alla parabola evangelica, di un progetto che una decina fra religiose e consacrate, attive nella nostra diocesi, stanno realizzando da due anni all’interno del penitenziario del Bassone di Como.

Si tratta di attività di sostegno e accompagnamento ai detenuti di entrambe le sezioni, maschile e femminile. Una vicinanza che si declina in incontri personali, momenti di catechesi, animazione liturgica, promozione – anche all’esterno – dei manufatti realizzati nei laboratori di stampa e piccolo artigianato interni al carcere.

“Il nome – spiega la coordinatrice del progetto, la guanelliana suor Franca Vendramin – aiuta a comprendere lo stile della nostra presenza, quello della piccolezza e della profondità”.

Il percorso fin qui svolto e i programmi per il futuro sono illustrati in una pubblicazione che porta il titolo del progetto e che è stato presentato, a fine 2019, in occasione della Messa di Natale con il vescovo Oscar Cantoni.

L’iniziativa è stata dedicata alla memoria di Marisa Gini, missionaria secolare canossiana mancata due anni fa, che fu tra le prime a proporre e animare attività di volontariato nella casa circondariale di Como.

Il mondo del carcere è difficile e complesso, a partire dal sovraffollamento che in passato, al Bassone, aveva raggiunto numeri preoccupanti. Oggi la popolazione carceraria di Como conta oltre 450 detenuti: un numero che può variare, ma che resta quasi doppio rispetto alla capienza per cui il penitenziario fu pensato.

“Il nostro è un progetto che si sta inventando passo dopo passo” aggiunge suor Franca.

“La prima volta che entrai in carcere – è la riflessione di una delle religiose coinvolte, suor Miriam – sono rimasta colpita dalle modalità di apertura e chiusura dei vari accessi. Osservandole ho pensato che evangelizzare in carcere ci fa chiudere la porta della condanna per aprire quella del perdono”.

“Con la mia presenza – aggiunge, invece, suor Marilena – sento di essere un segno della tenerezza di Dio. Vivo momenti di umanità, ascolto, preghiera”.

“Dal 2018 – riprende suor Vendramin – abbiamo iniziato un cammino di vicinanza e accoglienza dei detenuti che, in prospettiva, fra 2020 e 2021 vorrebbe concretizzarsi nell’avvio di veri e propri punti di ascolto delle persone recluse all’interno delle diverse sezioni”, anche come frutto del Sinodo che la Diocesi di Como sta celebrando e che ha, come filo conduttore, il tema della misericordia.

Tutto il progetto è pensato e articolato in un confronto costante con i dirigenti e gli operatori del carcere.

“Come consacrate e come donne – conclude suor Franca – vorremmo essere vicine ai detenuti da “madri”, per aiutarli a riflettere sulle loro responsabilità e da qui ripartire per recuperare il valore della persona”.

Per info: sr.franca@cgfsmp.org

Questa settimana provo a INCONTRARE una persona che da tempo non vado a trovare