16 settembre 2018 - San Fedele Intelvi

Inaugurazione Comunità pastorale Madre Teresa

Un saluto cordiale e un ringraziamento sincero a tutti voi, che avete accolto l’invito a partecipare a questa Eucaristia, sorgente della nostra unità, in questa cattedrale all’aperto, durante la quale costituiremo ufficialmente la comunità pastorale “Madre Teresa di Calcutta”, formata dalle parrocchie di Blessagno, Casasco, Laino, Pellio inferiore e Pellio superiore, Pigra, Ponna (Superiore, Mezzo, Inferiore), e S. Fedele Intelvi.

Questo è un momento che rafforza l’ unità tra di noi, derivato dal fatto che tutti riconosciamo un solo Signore, tutti abbiamo ricevuto un solo Battesimo, che ci dona la medesima fede, tutti siamo animati dal l’unico Spirito Santo, tutti siamo accolti dall’unico Dio, che è padre di tutti noi.

Questa occasione è una opportunità preziosa per approfondire un clima di famiglia tanto necessario per costruire una comunità pastorale. E’ l’occasione dentro la quale però non vogliamo contarci o misurare le nostre forze, ma lasciarci accogliere dal Signore Gesù, il quale ci modella a sua immagine. In questo modo, incontrandoci, abbiamo la possibilità di crescere nell’affetto, nella stima e nella fiducia reciproca, contando sulla bontà del nostro Dio che ci vuole suoi figli amati, ma anche veri fratelli e sorelle tra di noi, che si usano benevolenza gli uni gli altri.

Insieme costituiamo il popolo che il Signore crocifisso e risorto raccoglie in unità, proveniente da parrocchie diverse, tuttavia senza che nessuno rinunci alla propria originalità.

Non esistono parrocchie di serie A e altre di serie B. Il Signore ama tutti e non fa differenza tra persone, così che anche le piccole comunità hanno diritto ad esistere, a manifestare la propria singolarità e bellezza. Non saranno soppiantate. E le parrocchie con maggior possibilità di strutture o di mezzi potranno essere di valido aiuto alle altre.

Vorrei che in ogni parrocchia, anche in quelle più piccole,  ci fossero alcuni laici (uomini e donne, anche giovani) con il dono di tenere vivi i contatti tra le persone, persone che assicurassero una presenza nelle diverse chiese, che tenessero una costante relazione con i sacerdoti che abitano altrove, che fossero preparati per guidare una liturgia della Parola, guidare la liturgia delle Ore, distribuire la santa Comunione, ecc.

Nel mio recente viaggio in Perù, in visita ai nostri tre sacerdoti missionari, ho incontrato dei laici incaricati di animare la vita delle diverse cappelle, lontane dalla Chiesa parrocchiale, che sono un punto di riferimento per la gente del luogo. Perché non dovrebbe essere così anche per noi?

Vorrei poi che i sacerdoti assicurassero una presenza frequente in ogni comunità, senza fretta, così che le persone non si sentano abbandonate e lasciate sole.

Questa è l’ora dei laici, non solo perché i sacerdoti sono pochi (e dobbiamo pregare perché il  Signore doni alla sua Chiesa nuovi operai per il Vangelo), ma anche perché tutti siamo responsabili gli uni degli altri e tutti siamo chiamati, in virtù del nostro Battesimo, a testimoniare il Signore Gesù portando a tutti il suo Vangelo. Tutti siamo discepoli missionari.

Tutti siamo in cammino per diventare santi, perché questo è lo scopo della vita cristiana. Perciò nel costruire legami significativi e fraterni tra parrocchia e parrocchia,  ci affidiamo alla esemplarità dei santi, che ci hanno preceduto nel cammino della fede e che ora intercedono per noi. A partire dai santi protettori delle singole parrocchie e ivi  venerati, ci mettiamo tutti sotto la guida comune della santa madre Teresa di Calcutta, tanto apprezzata nel mondo intero, e amata da tutti noi. Una santa dei tempi odierni, che nella sua semplicità ha confuso i potenti, prendendosi cura, con le sue suore, dei più poveri tra i poveri.

La sua santità, tuttavia, non nasce innanzitutto dalla predilezione per i poveri, ma dall’amore per Dio, dal quale ha ricevuto, come frutto, un grande ardore per i poveri. “La fede, se non è seguita dalle opere n se stessa e’ morta”, ci ha detto il  Signore nella lettera di Giacomo nella seconda lettura di oggi. La Fede si incarna compiendo le opere di Dio, che predilige chi è nella indigenza, che, a differenza nostra, non respinge gli esuli e li allontana, che viene in soccorso ai deboli e fascia le loro ferite.

Mettersi sotto la protezione di santa Teresa di Calcutta obbliga ciascuno di voi a divenire uomini e donne liberi dall’egoismo, disposti all’accoglienza, sapendo che il Signore ci assiste e compie per noi e con noi le sue opere di misericordia.