17 giugno 2018 - Comunità Pastorale S. Agata, S. Orsola e Garzola

Ingresso di don Daniele Maola, con la collaborazione di don Fausto Sangiani e don Maurizio Salvioni

Ingresso nella Comunità Pastorale di S. Agata, S. Orsola e Garzola di don Daniele Maola, con la collaborazione di don Fausto Sangiani e don Maurizio Salvioni

 

 

Un saluto cordiale e un sincero augurio di pace e di gioia a tutti voi, presenti a questo importante momento di famiglia, mentre accogliete nella fede dal Signore risorto, per le mani della sua Chiesa, i vostri nuovi pastori, a partire da don Daniele, che ha il compito di coordinare la nascente Comunità Pastorale di S. Agata, S. Orsola e Garzola, sostenuto dalla presenza di don Fausto e don Maurizio.

 

In un tempo di disgregazione sociale quale è il nostro, dove trionfa l’anonimato e prevale l’individualismo, un tempo in cui tutti sperimentiamo una grande povertà nelle relazioni interpersonali, la comunità Cristiana si prefigge il non facile compito di tessere legami fraterni, di riavvicinare le persone che vivono sullo stesso territorio, promuovendo un clima di vera famiglia, quella dei figli di Dio, al ritmo della fantasia della misericordia.

 

Come ogni comunità cristiana, anche la vostra è uno spazio in cui ognuno può sentirsi accolto, riconosciuto nella sua vera identità di figlio di Dio, è un luogo in cui ci si prende cura gli uni degli altri, dove chi è debole non è messo da parte, dove è promossa la partecipazione di tutti in nome di quella comune figliolanza che permette a ciascuno di sentirsi parte di una storia generata dalla nuova vita in Cristo Gesù. E tutto questo come frutto della comune scelta battesimale e della celebrazione della Eucaristia, che ci fa membri del Corpo di Cristo e che quindi ci impegna in una stretta unità con Lui e crea stretti e continui vincoli di solidarietà tra di noi.

 

La comunità cristiana, quindi, che vive a S. Agata, a S. Orsola e a Garzola, non è solo una realtà definita giuridicamente, circoscritta in un preciso territorio. Essa esprime una storia viva, quella del santo popolo di Dio, che cammina nel tempo, una storia abitata e arricchita dalla compresenza, dalla partecipazione e dalla comune corresponsabilità di tutti: laici di ogni età e condizione sociale, persone consacrate e sacerdoti.

 

Il servizio più impegnativo ed urgente della vostra nascente Comunità Pastorale è quello di sostenere e accompagnare i battezzati di tutte le età nel loro graduale cammino di fede, di speranza e di carità, così da metterli in grado di affrontare ogni situazione umana, personale e sociale, fino ad essere una presenza missionaria, positiva e arricchente all’interno del tessuto sociale nel quale i cristiani sono chiamati ad essere parte attiva.

 

A immagine di Gesù, servo fedele del Padre e dei fratelli, oggi si inserisce in questa comunità pastorale, con molta gioia e disponibilità,  don Daniele Maola, sostenuto da don Maurizio e don Fausto, già da anni presenti nelle parrocchie di Garzola e S. Orsola, che ringrazio per aver accettato la proposta di una nuova ripartenza, fondata su una intensa e cordiale collaborazione fraterna, mentre prosegue la stimata  presenza di don Davide Pozzi, soprattutto come educatore dei ragazzi e dei giovani.

Vorrei ringraziare anche don Guido Calvi, che ha amministrato la parrocchia di S. Agata, dopo il trasferimento di don Giorgio a Tavernerio, che saluto fraternamente e ricordo per la incisiva testimonianza di fede e di carità che egli ha donato a voi di S. Agata.

 

Don Daniele ritorna volentieri, e con entusiasmo, nella nativa sua città di Como, dopo aver vissuto la sua ultima destinazione pastorale come parroco a Cittiglio e Brenta, in quella zona varesina legata alle cure della nostra diocesi, un impegno di periferia, attraverso cui ha potuto sperimentare le problematiche di un’epoca secolarizzata come la nostra e ne ha fatto tesoro.

Lo presento ora a questa assemblea come un pastore attento e premuroso, con il desiderio di tessere sinceri legami di comunione con tutti, a partire con i confratelli sacerdoti e con il proprio vescovo.

Sarà preziosa la sua presenza anche per tutto il vicariato della Città, per una pastorale di insieme coordinata, attenta alle diverse età, a partire dalla gioventù, mentre qui coinvolgerà nell’azione pastorale anche i diversi Istituti di vita consacrata, femminili e maschili, che questa comunità ha la fortuna di ospitare, a servizio delle diverse persone, soprattutto a vantaggio dei poveri.

 

Caro don Daniele: vorrei augurarti di lasciarti docilmente condurre dallo Spirito, rinunciando a calcoli troppo umani o con la pretesa di programmare o controllare tutto. Non c’è maggior libertà che permettere allo Spirito Santo che ti illumini, ti guidi e ti orienti, ti spinga dove lui desidera.  In questo modo tu porterai nella nuova missione che la Chiesa ti affida una ventata di freschezza e di novità evangelica.

Il Signore doni a te e a quanti sono affidati alle tue cure la saggezza per discernere il cammino giusto e il coraggio di percorrerlo.

 

Como, 17 giugno 2018.