24 ottobre 2020 - Bormio

Ingresso don Fabio Fornera

Carissimo don Fabio,

Inizi il tuo ministero a Bormio in un momento molto difficile e impegnativo a causa della pandemia in corso. Molti avrebbero voluto essere qui per accoglierti e offrirti il loro gioioso benvenuto, ma prudenza vuole che non si formino assembramenti, perciò si limitano a seguirti spiritualmente, e magari via streaming, dalle loro abitazioni.

Hai accettato con gioia, e prontamente, di iniziare una nuova tappa del tuo servizio pastorale in questa parrocchia, agli estremi della diocesi, ma ben conosciuta ovunque per la sua storia e per le diverse opportunità che l’ambiente alpino dispone. So che, umanamente parlando, avresti desiderato di vivere una esperienza missionaria nella nostra nuova missione in Mozambico.

Tuttavia il corso degli eventi e le diverse situazioni ecclesiali che si sono create lungo questi ultimi mesi, mi hanno convinto a proporti la parrocchia di Bormio quale luogo della tua nuova missione. Dovunque ci si trovi, infatti, si tratta di annunciare Cristo agli uomini di oggi, dentro la loro cultura e con modalità adatte a colmare la fame di pienezza di vita e la sete di felicità, sempre presenti nel cuore di ogni uomo.

Entri in una parrocchia ricca di storia e segnata da tante persone che nel tempo l’hanno edificata, creando una lunga tradizione, che ti viene consegnata e che dovrai far evolvere, con l’aiuto dello Spirito Santo e della partecipazione attiva di tutti i tuoi nuovi parrocchiani.

Ho avuto modo, in questi anni, di condividere vari momenti significativi di questa parrocchia e dell’intero vicariato.

Alludo alla inaugurazione dell’oratorio, alla amministrazione della Cresima con tutti ragazzi delle parrocchie vicine, alla esperienza del Sicomoro, che proprio qui a Bormio si è sviluppata per prima, ai vari incontri sacerdotali di vicariato, ecc.

Mi sono reso personalmente conto della vivacità delle diverse categorie di persone che costituiscono questa comunità e della ricchezza di proposte pastorali che sono state offerte dai singoli pastori.

La ricca umanità di don Alessandro ha permesso, in questi anni, di dare un giusto tono alle relazioni interpersonali, così da promuovere un positivo clima di famiglia, quale una parrocchia deve saper manifestare.
Lo ringrazio per la sua testimonianza generosa e per la vicinanza che ha saputo realizzare nei confronti di tutti, famiglie, ragazzi e persone anziane.

So che queste doti sono anche le tue, caro don Fabio, così che i Bormini potranno ravvisare una felice continuità tra lo stile proposto da don Alessandro e il tuo, anche nei confronti dei sacerdoti del vicariato, che saprai custodire nella unità fraterna e nella stima reciproca, indispensabile per poter condividere un comune progetto pastorale.

Con la ricca e feconda esperienza, maturata negli anni precedenti, sia a servizio della diocesi, che delle parrocchie che hai guidato, sono sicuro che potrai contribuire a mantenere e accrescere quel ben consolidato clima di fede e di comunione che caratterizza questa comunità cristiana, sorgente e vivaio di cristiani adulti, capaci di spendersi a servizio della società e di impegnarsi come discepoli di Cristo nel matrimonio cristiano, nella vita presbiterale e consacrata.

Questa comunità, infine, accoglie, in ogni stagione dell’anno, un gran numero di ospiti, provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo. Facilmente si inseriscono nel cammino liturgico di questa Comunità e trovano una buona occasione per un sostegno e spesso anche un ricupero della vita sacramentale, in un clima di serenità e di gioia.

Fa’ in modo che questi ospiti sperimentino sempre una felice accoglienza, tipico di una chiesa-famiglia, immagine nel mondo della santissima Trinità.

Sta certo della mia preghiera per te e della vicinanza paterna e fraterna, frutto di un lungo cammino, che ci ha permesso di sperimentare insieme la gioia della sequela del Signore, servendo il suo popolo con tutte le nostre forze e con rinnovato entusiasmo.