Teresio Olivelli

La memoria è l’orizzonte della speranza

“Ricordare Teresio Olivelli, a 75 anni dalla morte per le percosse subite nel campo di sterminio nazista di Hersbruck, richiama il servizio imprescindibile della memoria, che va custodita non solo per non commettere di nuovo gli stessi errori o perché non vengano riproposti gli schemi illusori del passato, ma anche perché essa, frutto dell’esperienza, costituisca la radice e suggerisca la traccia per le presenti e le future scelte di pace”. Con questo pensiero ripreso dal messaggio di papa Francesco per la Giornata mondiale della pace 2020 il Presidente diocesano dell’Azione cattolica, Paolo Bustaffa, ha introdotto l’incontro su Teresio Olivelli tenuto il 17 gennaio al Centro pastorale card. Ferrari. Sempre citando papa Francesco ha aggiunto: “la memoria è l’orizzonte della speranza: molte volte nel buio delle guerre e dei conflitti, il ricordo anche di un piccolo gesto di solidarietà ricevuta può ispirare scelte coraggiose e persino eroiche”. L’iniziativa
promossa dall’Azione cattolica, dall’Associazione nazionale Alpini Sezione di Como e dal Laboratorio Bene Comune, intitolato a Teresio Olivelli, ha visto la presentazione del libro “Teresio Olivelli. Ribelle per amore” da parte dell’autore, Anselmo Palini, storico e saggista. Enrico Gaffuri, Presidente dell’Ana-Sezione di Como, mostrando il gagliardetto dell’Associazione che porta la medaglia d’oro concessa a Teresio Olivelli, ufficiale deli Alpini, ha ricordato come questa onorificenza “non è stata per un atto eroico in combattimento ma per un atto eroico nel condividere le sofferenze immani di tanti giovani soldati nella ritirata di Russia. Questa testimonianza è di sostegno e di sprone ai tanti gesti di solidarietà compiuti dagli Alpini non solo nel nostro Paese in momenti tragici”.
Federico Gramatica, coordinatore del Laboratorio Bene Comune, ha ricordato che “questo progetto di formazione all’impegno politico, avviato con un gruppo di giovani ha preso il via poco dopo la beatificazione di Teresio Olivelli il 3 febbraio 2018 a Vigevano. Il pensiero e la testimonianza del “ribelle per amore” guidano questa esperienza”. Presentando la figura di Teresio Olivelli e il contesto storico in cui egli visse e operò, Anselmo Palini ha voluto sottolineare che “la ribellione per amore non riguarda solo la partecipazione di Teresio Olivelli alla Resistenza, ma anche la sua ribellione ai soprusi, alle angherie e alla brutalità dei lager in cui è stato detenuto, in tali gironi infernali si è attivato continuamente per difendere i propri compagni di prigionia e per alleviare le loro drammatiche sofferenze, operando sempre senza essere animato dall’odio, dal risentimento, ma appunto dall’amore”. Richiamandosi ancora al Beato ha aggiunto: “Tutti noi possediamo una prerogativa che nessuno ci può togliere: quella di dire ‘no, non sono d’accordo, non posso essere complice”. Concetto ripreso da Paolo Bustaffa con l’auspicio che
“anche oggi ci siano ribelli alla menzogna per amore della verità e ribelli all’odio e all’offesa per amore della dignità dell’uomo”. A chiusura dell’incontro, presenti molti alpini, la recita, tutti in piedi, della preghiera di Teresio Olivelli “Signore facci liberi”, conosciuta come la “Preghiera del ribelle”. (a. s.)

Pubblicato da “Il Settimanale” #4 del 23 gennaio 2020