3 marzo 2020

Lunedì I Settimana di Quaresima

Segno di Croce

Dal libro del Levitico (Lv 19,1-2.11-18)

Il Signore parlò a Mosè e disse:

«Parla a tutta la comunità degli Israeliti dicendo loro: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo.

Non ruberete né userete inganno o menzogna a danno del prossimo. (…)

Non opprimerai il tuo prossimo, né lo spoglierai di ciò che è suo; non tratterrai il salario del bracciante al tuo servizio fino al mattino dopo. (…)

Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso.

Padre nostro

Preghiera:

Gesù Cristo, amico dei poveri,

dacci il coraggio di essere vicino ai più bisognosi e di essere la voce di chi non ha voce.

Amen.

Lettura:

Da moltissimi anni sono in Venezuela e per questo posso affermare di aver conosciuto questa – “Terra di grazia” – come l’ha definita Cristoforo Colombo nel suo primo viaggio toccando terra nel Continente Americano, abbastanza bene.

Abbiamo vissuto anni di lavoro intenso per ridare gioia a questa nobile Terra. Il lavoro di migliaia di Missionari ha accompagnato questo popolo a entrare con forza nelle vie dello sviluppo. Poi, 20 anni fa, una terribile dittatura ha fatto precipitare questa Terra generosa nell’oscurità del genocidio, della fame, della mancanza delle medicine e cure più semplici, della prostituzione, della tratta, della violenza, della tortura, dell’assassinio… e ha spinto oltre 6.000.000 di abitanti ad abbandonare questa Terra di grazia in cerca della sopravvivenza con gravi ripercussioni anche per la loro vita cristiana. Ma ieri, come oggi, l’unico vero appoggio per questa gente viene dalla Chiesa, non tanto dai Missionari, che purtroppo non arrivano più e per questo siamo sempre meno, ma noi che stiamo in Venezuela, viviamo gomito a gomito, pianto a pianto, fame a fame, insulto a insulto… con la nostra gente.

Ascoltare affermazioni come questa: “Ma Dio non ci ascolta? Dio non vede le sofferenze di tanti bambini che muoiono di fame?”…. E la nostra risposta non è fatta di parole, ma di gesti, di presenza: siamo e stiamo con loro!

Sappiamo con certezza che le preghiere e le sofferenze di questo popolo faranno rifiorire questa “Terra di grazia”.

Voglio dire grazie alla Diocesi per i Preti “Fidei donum”; grazie ad alcuni sacerdoti, anche della vicina Svizzera; ai Tiranesi e altri che mi accompagnano con le loro preghiere e il loro aiuto per lenire alcune sofferenze concrete, capillari.

Il Signore, sia Lui chi vi ringrazia e anche l’affetto delle persone che vi sentono come loro Fratelli.

Buon Lavoro!

Padre Luciano Tenni

Missionario Salesiano in Venezuela