16 marzo 2020

Lunedì III Settimana di Quaresima

Segno di Croce

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4, 24-30)

In quel tempo, Gesù [cominciò a dire nella sinagoga a Nàzaret]: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidóne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo, ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».

All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

Padre nostro

Preghiera:

Purificaci, o Signore, e aumenta la nostra fede,

perché possiamo consolare gli afflitti e sostenere la fede dei fratelli.

Vieni, o Spirito Santo, e liberaci dalle nostre chiusure,

dalle nostre preoccupazioni, dalla nostra angoscia, dalla nostra sfiducia.

Amen.

Lettura:

“Ciao Cristina, sei già entrata in metropolitana? Potresti tornare al centro?” Una strana richiesta quella di Mary, amica cinese che lavora come psicologa in un centro di riabilitazione per bambini, ci si era infatti incontrati poco prima per la situazione di Meng Ke, una bambina accolta da poco in casa nostra.

Cristina torna sui suoi passi, riprende la metro in senso opposto e in breve varca di nuovo la soglia dell’ufficio di Mary. Lì Cristina incontra per la prima volta Hang Hang, un bimbo di quattro anni, e la prozia che lo accompagna. Mary ha sempre una lista di possibili accoglienze per noi, ma in genere è paziente, questa volta no, Hang Hang la preoccupa troppo. La prozia ritornata a casa per le vacanze del Capodanno cinese ritrova questo nipotino cambiato, non parla più, ha lo sguardo assente, preoccupata lo porta immediatamente a Pechino.

Hang Hang ha smesso di parlare, non mangia quasi nulla e non vuole più interagire con le persone, non si fida più, la sua esperienza con chi avrebbe dovuto proteggerlo e accudirlo non è stata molto positiva: le liti in famiglia, le grida, la separazione dei genitori, la madre che viene allontanata, il padre che sparisce per un periodo affidando il bimbo alla nonna, purtroppo non in grado di occuparsi di lui, per poi ricomparire improvvisamente nella vita del piccolo e portarlo via con sé per qualche mese, nessuno sa dove, nessuno sa con chi. In breve, il papà di Hang Hang si rende conto di non riuscire ad accudire il piccolo e lo riporta dalla nonna, sparendo nuovamente dalla sua vita. Mary teme che Hang Hang possa essere autistico o che possa diventarlo, dice che l’unico modo per dargli una possibilità è toglierlo subito dall’ambiente in cui vive, inserirlo in un ambiente famigliare sereno, vedendo come reagisce, ecco il motivo della sua chiamata inattesa.

Di ritorno a casa Cristina me ne parla, mi fa vedere una foto del bimbo, mi racconta la sua storia, siamo un po’ incasinate entrambe, io con il lavoro a scuola, lei impegnata con Meng Ke, l’asilo, le

lezioni di fisioterapia, ma di fronte a questo piccolo non possiamo dire di no, siamo qui per questo: accogliere e contemplare Gesù nel libro vivente che sono i poveri.

Un mese, il tempo che Meng Ke si inserisca meglio in casa nostra e anche Hang Hang entra nella nostra famiglia, nelle nostre vite. Meng Ke e Hang Hang diventano inseparabili, vanno all’asilo e al centro di riabilitazione insieme, lei non cammina, ma usa benissimo la lingua, Hang Hang non parla, ma corre veloce, insieme sono un tornado. Da allora sono passati due anni, per un disegno del Signore anche la mamma di Hang Hang un anno fa è venuta a vivere con noi, ha recuperato la relazione con suo figlio, ha imparato ad accudirlo ed ora è diventato un chiacchierone che ti tempesta di domande; tra pochi giorni torneranno a vivere insieme nel loro villaggio di origine. Per noi si conclude un’esperienza faticosa, ma molto bella, dove abbiamo toccato con mano come il Signore fa parlare i muti (Mc 7, 37), è bastato un nostro piccolo sì perché questo miracolo diventasse realtà.

Ogni volta che Mary o altri busseranno alla nostra porta basterà ricordarsi di “non distogliere lo sguardo da ogni povero e Dio non distoglierà da te il suo” (Tb 4,7) per vedere realizzato il regno di Dio su questa terra.

Francesca Colombo

Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Cina