10 ottobre 2019 - Chiavenna

Madonna della Misericordia di Gallivaggio

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Lì accanto il discepolo che Gesù amava, così denominato perché è colui che ha accolto completamente l’amore del Maestro.

E’ un gruppo che ama profondamente Gesù e gli è accanto nell’ora suprema dell’amore, cioè del dono di se’. Un gruppo che gli è fedele, a differenza degli altri discepoli che lo hanno abbandonato, lo ama con tenerezza  e nello stesso tempo si sente profondamente amato.

Anche noi siamo sotto la croce di Gesù, e da lì contempliamo il volto crocifisso del Signore, da lì impariamo a riconoscere  lo sguardo misericordioso di Dio sulla nostra vita, per ritrovare il coraggio di ripartire con rinnovate energie.

Rivolti verso la croce del Figlio, avvertiamo che nel cuore di Dio padre non ci sono nemici, perché Dio ha solo figli. Dio ci guarda e noi sperimentiamo la sua misericordia.

A differenza nostra, pronti a giudicare, a costruire barriere difensive, a classificare le persone, l’ amore di Dio, ci insegna papa Francesco,  ha il sapore della fedeltà perché è un amore viscerale, un amore materno/paterno, che non lascia nell’abbandono i suoi figli, anche quando hanno sbagliato.

Vogliamo anche noi imparare ad amare come Dio ci ama, come persone che sentendosi amate, sono capaci di incontrare, dialogare, prendersi cura e perdonare, propagando quella cultura della Misericordia, tanto indispensabile per realizzare un mondo migliore di quello attuale, un mondo più giusto e fraterno.

Colpisce l’espressione iniziale di questo brano evangelico: “Stavano presso la croce”. E’ un gesto di fortezza, una prova di perseveranza e soprattutto di amore fedele. Anche noi siamo chiamati a stare sotto le croci, nostre e altrui, evitando di scappare perché intimiditi dalla paura, incapaci di sopportare le prove e di affrontarle. In quei momenti, non dimentichiamo che il Signore è con noi perché nell’ora delle prove ci dona la grazia di sostenerle, partecipando al dolore degli altri con la sua stessa tenerezza.

La misericordia del Signore ristora il nostro cuore ferito, lo sguardo misericordioso di Dio ci risolleva dai pesi che talvolta incombono su di noi.

Sul Golgota, Gesù ha affidato la Chiesa, ossia ciascuno di noi,  alla Madre della Misericordia. Lei che ha potuto vedere con i suoi occhi il perdono che Gesù ha concesso al ladrone pentito, si riveste della stessa misericordia del Figlio. Proprio perché è madre, a lei è affidato soprattutto l’incarico specifico di far crescere nella comunità e in ciascuno dei cristiani i tratti peculiari del Figlio suo Gesù e i suoi valori di fondo. Lei che ha conosciuto Gesù standogli accanto dal primo istante e ha partecipato costantemente al suo ministero, ora vuole trasmettere a noi ciò che essa stessa ha imparato.

Ella continua a vegliare su di noi, così che “ogni nostra situazione, ogni nostra preghiera, rivolta ai suoi occhi misericordiosi, non resterà senza risposta”. (Papa Francesco).