7 aprile 2020

Martedì della Settimana Santa

Segno di Croce

Dal Vangelo di Giovanni (Gv 13,21-33.36-38)

Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire». Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?».

Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi».

Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!».

Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte».

Padre nostro

Preghiera:

Ti diciamo grazie, Signore,

perché ti sei fatto servo di tutti

e così hai rivelato il tuo amore ai semplici e ai piccoli,

offrendo a ogni uomo la speranza di una vita nuova.

Amen.

Lettura:

Poi il rientro nel “nostro” mondo. Forse il momento più duro, prima di tutto per la forte nostalgia per il mondo e le amicizie lasciate laggiù e poi per la fatica di ritrovare il nostro equilibrio psico-fisico: l’adattamento alla vita africana è stato difficile, il ri-adattamento non lo è stato da meno. Continua anche oggi il lavoro interiore di mettere in relazione dentro di noi due mondi all’apparenza così diversi e lontani, ma ugualmente amati e vissuti, per estrarne le ricchezze e metterle in circolo. Dal nostro piccolo bagaglio africano che tanto ci insegnato e ci insegna sulla vita, sul senso, sul buon vivere, dalla nostra faretra sulle spalle estraiamo ogni giorno nuove frecce.

Anche il rientro al lavoro ci ha messo in discussione: oggi non viviamo allo stesso modo l’impegno lavorativo, sentiamo l’esigenza di dare quotidianamente alla nostra attività un orizzonte di senso, di rispetto per le persone e per la terra, per i vicini e per i lontani, per il qui ed ora e per il là e domani.

Spesso ci chiediamo come continuare ad essere una “famiglia missionaria” anche in Italia. È una domanda che ci accompagna e lavora dentro di noi da sette anni. In tanti modi proviamo a metterci in ascolto della realtà, cercando di tradurre in maniera semplice e con scelte quotidiane lo sguardo missionario: dall’uso dell’acqua (bene incredibilmente prezioso in Africa) all’acquisto responsabile dei beni, da una lettura della realtà più attenta a cogliere la complessità delle questioni a livello globale e locale alla testimonianza come famiglia di un amore che si apre, accoglie, esce, dal vivere il lavoro non come mero mezzo di sussistenza e profitto ma come il personale contributo alla costruzione del bene comune e di una società sostenibile alla partecipazione alla vita comunitaria nella chiesa e nel territorio.

Non siamo soli nel cammino. Condividiamo inquietudini e speranze con le famiglie di “Missio Km 0”, rientrati da esperienze missionarie di tutta Italia che cercano di vivere qui lo stile della missione. Aiutiamo a costruire nuove consapevolezze nelle parrocchie e nelle scuole con la “Commissione Nuovi” stili di vita della Diocesi di Verona. Collaboriamo nell’offrire metodi e contenuti formativi ad operatori di educazione alla mondialità con l’Agorà della Mondialità di Missio Italia. Collaboriamo

con enti del terzo settore, aziende e istituzioni per diffondere sul territorio di Verona una cultura della sostenibilità integrale con la rete “#Humansfirst”. Sette anni di Vita importanti! (Continua a pag.…)

Emiliano e Lucia Composta

Laici Fidei donum di Verona in Mozambico

Testimonianza al Convegno Missionario, Mandello del Lario – novembre 2019