11 marzo 2020

Mercoledì II Settimana di Quaresima

Segno di Croce

Dal Vangelo di Matteo (Mt 20,17-28)

In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».

Padre nostro

Preghiera:

Signore, nostro Dio e nostro Padre,

donaci la conoscenza della croce del tuo Figlio

e di contemplare la gloria che Tu gli hai dato.

Rendici partecipi di coloro che hanno dato la loro vita per la fede.

Amen.

Lettura:

È domenica in lingua russa “Giorno della Risurrezione”. La gente viene alla messa anche da molto lontano.

Osservo questa scenetta. Arriva Liudmila con il suo piccolo Ivan. Entra in Chiesa, solleva il piccolo per prendere l’acqua santa dall’acquasantiere, mamma e figlio si inginocchiano e Liuba aiuta Il bambino a Segnarsi. Poi vengono al primo banco perché Ivan veda, senta e sia immerso nella gioia.

In Russia, soprattutto i fratelli Ortodossi si segnano tante volte e l’acqua viene aspersa sui fedeli come segno di purificazione e di benedizione.

Da noi ogni domenica, soprattutto nel tempo pasquale, si effettua il rito dell’aspersione. La gente lo sente molto.

Il gesto semplice compiuto da Liudmila ha un forte valore educativo.

Ivan tocca l’acqua, Ivan fa un segno della croce.

Ivan impara una cosa importante per un Cristiano.

Quando ero bambino la mia mamma mi faceva queste domande:

“Hai fatto il segno della croce?”

“Hai detto i pater noster?”

Le sue parole sono impresse nelle orecchie del mio cuore.

Con il Segno della croce iniziamo e terminiamo la divina liturgia.

Fra Corrado Trabucchi

Missionario francescano a Novosibirsk – Siberia

In Russia benediciamo le famiglie nel tempo Natalizio.

Quando tutta la famiglia è riunita il sacerdote è accolto per benedire. Una preghiera fatta insieme seguita dalla benedizione e poi, tutti insieme a tavola. È un momento molto bello dove la gente ha la possibilità di parlare e fare delle domande al sacerdote. Si invitano anche i vicini. Anche così si porta il vangelo fuori.