25 dicembre 2019 - Como, Cattedrale

Messa di Natale nella Notte

Siamo accorsi qui, nel cuore della notte, come dei figli che si aggrappano alla madre, come assetati che anelano a sorgenti d’acqua, come dei naufraghi alla ricerca di un porto sicuro, tanto bisognosi di luce, di gioia e di pace.

Bramiamo la luce, quella che illumina e riscalda il cuore, quella senza della quale tutto è sterile. Questa luce ci è assicurata da Gesù, che ha detto: “Io sono la luce del mondo“. E questa sera abbiamo ascoltato per bocca del profeta Isaia: “il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce“. Facciamo spesso esperienza di disorientamento, a volte ci rendiamo conto di navigare senza slancio, perché senza meta. Non sappiamo più verso dove incanalarci, dove trovare riposo, avendo l’animo inquieto e insicuro.

Gesù ci conforta e ci rassicura: sono io a guidarti nella vita, dammi spazio, abbi fiducia in me, che ho già vinto le tenebre del male, l’odio e la vendetta. Tu accoglimi come tuo salvatore potente. La mia luce dirigerà i tuoi passi, guidandoti su sentieri di vita.

Questa sera ci è donata per grazia anche la gioia, tante volte cercata affannosamente, ma limitata ad esperienze evasive, poco edificanti, spesso deludenti. Il Vangelo ci ha ricordato le parole dell’angelo ai pastori, accorsi a Betlemme: “Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi nella città di Davide è nato per voi un Salvatore“. La vera gioia, se non vuole essere effimera e passeggera, è donata da una persona: Gesù che annuncia la gioia del Vangelo, quella che ci libera dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento, dalla solitudine, che genera paura, disorientamento e sospetto.

Un grande dono che questa sera il Signore ci concede è anche la sua pace, uno dei desideri più profondi del cuore umano. “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini che egli ama“.

La pace ci è donata da Gesù gratuitamente. Tuttavia senza permetterci di evadere tranquillamente dalla storia, perché chi è amato da Dio è chiamato ad essere nello stesso tempo uno strumento efficace di pace. La gloria di Dio consiste nel constatare che i suoi figli sono impegnati a tessere pazientemente spazi aperti al dialogo, a crescere nella conoscenza e nella stima dell’altro, fino a riconoscere in tutti, anche nelle persone avverse, il volto di un fratello.

In questo modo, il dono della pace che il Signore ci offre, ci impegna a diventare artigiani di pace, per non commettere gli stessi errori del passato.

La luce, la gioia e la pace: tesori di cui l’uomo non può fare a meno e che la grazia di Dio questa sera ci mette a disposizione.

Che il Principe della pace e dell’amore ci benedica e venga in nostro aiuto.

Che il Signore Gesù, nato a Betlemme, dalla vergine Maria, illumini le nostre tenebre, riscaldi il nostro cuore e ci rivesta della pienezza della sua gioia.