27 novembre 2018 - Santuario di Maccio

Peregrinatio Mariae – Maccio

La Peregrinatio della Madonna della Misericordia ha percorso ormai buona parte del vasto territorio diocesano, raccogliendo i discepoli del  Signore sotto il suo manto di Maria. Dopo il periodo in cui ha visitato parte della Valtellina, sostando a Sondrio Sassella e a Tirano, Maria è stata accolta dapprima a Caravate (nelle Valli Varesine) e quindi a Como, nella basilica cattedrale, cuore pulsante della nostra diocesi. Abbiamo vissuto un momento molto commovente la domenica 18 novembre, dopo la celebrazione eucaristica, quando ho affidato a Maria l’intera nostra Diocesi.

Ora la peregrinatio Mariae conosce una tappa oltremodo significativa e preziosa in questo santuario, dedicato alla Trinità misericordia, unico e vero Dio, conosciuto attraverso l’incarnazione del Verbo.

Se Terra Santa sono tutti quei luoghi dove ciascuno deve togliere i calzari allorché Dio si rivela, come sul monte di Dio, l’Horeb (quando Egli ha parlato a Mosè nel roveto ardente, presentandosi come salvatore e liberatore dell’uomo), Terra Santa è certamente questo santuario in cui ci troviamo, dove il Dio Trinitario si è offerto alla nostra libera accoglienza.

Qualificandosi come misericordia infinita, non sono mancati in questi anni numerosi segni della sollecitudine di Dio, che si china sulle miserie dell’uomo per sanarle e rinnovarne la vita.

Quante persone in questo luogo hanno ampiamente sperimentato il perdono e la pace, si sono riconciliati con Dio, con loro stessi e con gli altri, attraverso i sacramenti della Chiesa!

Quanti amici di Dio hanno scoperto la luce per vivere la loro vita come vocazione, fino a donarsi nel matrimonio cristiano, ma anche nel sacerdozio ministeriale e nella vita consacrata!

Questa sera, nell’ ottavo anniversario della fondazione di questo santuario, perla preziosa che Dio ha regalato alla nostra Chiesa, mediante la felice coincidenza della presenza della sacra effige della Madre della Misericordia di Gallivaggio, la Vergine Immacolata rifulge come Luce splendida che la Misericordia manda da sempre tra gli uomini per riportarli a Cristo, suo Figlio, e quindi immetterli nel cuore della misericordia.

Dio si offre di nuovo alla nostra libertà attraverso questa visita di Maria: è il sì dell’uomo che permette a Dio di rivelare se stesso donandosi per tutti e attuare così il suo piano di salvezza.

Egli vuole riattirarci a sé: non esitiamo ad abbandonarci al suo amore misericordioso, mentre Maria ci invita ad ascoltare suo Figlio e a fare quello che Egli ci dirà, come un giorno a Cana di Galilea.

Sia pur peccatori, ma sinceramente pentiti, accogliendo il dono del Figlio, possiamo cominciare un cammino nuovo, con un cuore nuovo, testimoni di  misericordia, come ci invita il Sinodo della nostra Chiesa.

Questa sera abbiamo la possibilità di sostare e di contemplare a lungo Maria, testimone dell’opera di misericordia sperimentata in sé.

Maria si presenta a noi come Figlia del Padre, come Madre del Figlio e come Sposa dello Spirito Santo.

Come Figlia amata e prediletta da Dio Padre, Maria è creatura senza macchia, che a sua volta ama liberamente il suo Creatore e insieme si dichiara nostra sorella, dono della misericordia, pensata prima ancora del tempo, mentre noi pure amiamo sentirci suoi figli, per i quali Ella si prende amorevolmente cura. Così Maria, quale madre di Cristo, immagine della misericordia del Padre, e nostra regina, presenta alla Trinità la sua intercessione per tutti noi.

Attraverso il suo sì confidente e obbediente, come madre del Figlio, concepita in modo verginale, ha permesso a Cristo di rendere manifesto all’uomo il volto di Dio Padre. Compiendo l’opera redentiva, dal costato trafitto di Cristo  è sgorgato sangue e acqua, simbolo dei sacramenti della Chiesa, come attesta il Vangelo di Giovanni. Attraverso l’acqua battesimale anche noi  possiamo ritornare immacolati.

Nell’uomo Gesù, Dio stesso si è offerto quale sacrificio per renderci santi e immacolati, così come Egli ci aveva predestinati, come ci ha ricordato l’apostolo Paolo nella seconda lettura. Maria apre a noi il cuore del Figlio, il cuore stesso di Dio misericordia senza fine!

Come Sposa dello Spirito Santo, per il sì totale alla volontà del Padre e per la grazia di cui l’ha ricolmata, noi crediamo che Maria volgerà ancora il suo sguardo pieno di tenerezza e di misericordia su ciascuno di noi. Ella è una madre che, prima ancora che glielo chiediamo, si rende conto della nostra situazione, e così si rivolge a Cristo, suo Figlio, unico mediatore, per ottenere dalla bontà di Dio misericordia l’ascolto delle nostre suppliche e ciò che è bene per noi secondo la sua volontà.

Affidiamoci, perciò, con fiducia filiale a Maria, sicuri che Ella ci introduce nel cuore stesso della Trinità.