10 aprile
mercoledì V settimana di Quaresima

Quaresima 2019:
con le nostre mani, ma con la Tua forza

Segno di Croce

Dal Vangelo di Giovanni 8, 31-42
Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».

Padre nostro

Preghiera:

Dio dell’amore, dell’amore «più grande», cercami.
Ti prego di venirmi a cercare, senza stancarti mai di me.
Cercami anche quando mi nascondo,
amami anche quando non so amare,
perché la tua fedeltà nei secoli,
possa superare la mia infedeltà dell’ora presente.
Amen.

OGGI

S. Maddalena di Canossa (Verona, 1° marzo 1774 – 10 aprile 1835). Maddalena fu canonizzata da Giovanni Paolo II il 2 ottobre 1988. Quel giorno il Papa disse: «Aveva capito che la pietà vera, che commuove il cuore di Dio, consiste nello “sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo. Per questo si impegnò con ogni sua
energia, oltre che con tutte le sue sostanze, per venire incontro ad ogni forma di povertà: quella economica non meno di quella morale, quella della malattia non meno che quella  dell’ignoranza».

Testimoni dell’Amore, annunciamo il Suo Regno

Il primo anno, visitando le famiglie nelle loro capanne, mi colpiva la grande povertà della gente: famiglie di otto, dieci persone o anche di più in una stanza di appena una ventina di metri quadrati, dove tutti siedono per terra, su una stuoia; i pochi vestiti appesi a qualche chiodo, qualche altra stuoia arrotolata per i pasti o per dormire, tre pietre con una pentola sul fuoco che riempie la stanza di fumo… Notavo però che la porta di casa era sempre aperta, anche se stavano mangiando; l’accoglienza, sempre gioiosa e premurosa, accompagnata sovente da un gesto di riconoscenza per la nostra visita: qualche banana o altra frutta, oppure due o tre uova, offerti con una tipica frase “è solo un piccolo barattolo di miele che non è pieno, ma lo riempie il nostro cuore”. Una domenica sera, bloccati dalla piena di un fiume, siamo stati ospiti di un piccolo villaggio, nella casa del capovillaggio; eravamo quasi dieci persone e ci hanno preparato da mangiare per tutti. Quando ho cercato di scusarmi per il disturbo che stavamo arrecando, la signora più anziana mi ha detto: “Padre, se avessimo voluto evitare di essere disturbati non avremmo costruito il villaggio vicino alla strada, ma su un’altura dove non passa nessuno”. Da quel giorno mi sono sempre fermato a salutare quelle famiglie che non pregavano, ma mi avevano insegnato a tenere sempre la porta aperta. Erano “quelli” a cui ero stato inviato.
E quando, dopo i primi cinque anni di missione, sono ritornato in paese e, volentieri, parlavo della “mia” gente, della “mia” missione, del “mio” Madagascar, molti di “quelli in mezzo a cui ero stato chiamato” ci tenevano a dirmi “tu sei il nostro missionario”.
Oramai sono passati tanti anni dal giorno della prima Messa… ma per me la Messa di ogni giorno è come la prima e in ogni Messa dico “il Signore benedica quelli in mezzo a cui sono stato chiamato e quelli tra cui sono stato mandato”.
Padre Attilio Mombelli
Missionario Vincenziano in Madagascar

La prime due parti della lettera inviataci da padre Attilio sono pubblicate i giorni 6 aprile e 9 aprile.