19 marzo
Martedì II settimana di Quaresima

Quaresima 2019:
con le nostre mani, ma con la Tua forza

Segno di Croce

Dal Vangelo di Matteo 1, 16.18-21.24a
«Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti, il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Padre nostro

Preghiera:

O caro San Giuseppe
proteggi tutte le persone consacrate
perché trovino nella tua obbedienza
e adesione alla volontà di Dio,
l’esempio per vivere nel silenzio,
nell’umiltà e nella missionarietà
la vita di unione con Dio
che le rende felici
nel compimento
della divina Volontà.
La gioia di sertirsi
di Dio è così grande
che non ho paragoni;
solo in Dio si trova
tutta la felicità.
Amen.

OGGI

«Di Giuseppe si possono dire molte cose, ma egli è essenzialmente custos, custode. Custode di chi? Di Maria e di Gesù; ma è una custodia che si estende poi alla Chiesa».
Papa Francesco

Testimoni dell’Amore, annunciamo il Suo Regno

Sono missionario da 54 anni di cui 34 nelle Filippine e 20 in Oceania, Isole Salomone. Non ho mai avuto un momento di esitazione o ripensamento riguardo alla mia scelta missionaria. Lasciare la prima patria è stata una decisione generosa a 18 anni (eravamo ancora minorenni a quei tempi). C’era l’entusiasmo e la spensieratezza della gioventù. Lasciare la seconda patria per una terza a 52 anni dopo tutti gli sforzi per imparare la lingua, la cultura… è stato più impegnativo e c’è voluta molto più fede. Mi sono detto: Ho lasciato la prima patria, che faccio, mi attacco alla seconda? Se proprio lo vuoi Tu… nduma Signur… Una terza scelta l‘ho dovuta fare 11 anni fa all’età di 60 anni: lasciare la scuola e l’ospedale appena finiti e funzionanti per andare
in un posto devastato dal terremoto e tsunami… e per di più a fare il Vescovo in una diocesi con le strutture fatte a pezzi, senza mezzi (ho dovuto pagarmi le spese per l’entrata in diocesi incluse le sedie di plastica per la celebrazione), senza preti (con due sacerdoti a dire il vero di cui uno moribondo) con il solo aiuto di 4 sacerdoti Domenicani. Prima di rispondere di sì al Nunzio Apostolico ho chiesto tempo per riflettere, pregare e fare il mio discernimento. Hai tutto il tempo che vuoi – mi disse il Nunzio – però non abbassare la cornetta… (11 anni fa c’erano ancora i telefoni con la cornetta e non i cellulari!).
Dopo 10 anni di episcopato, è arrivato il cancro all’intestino… non ad altri stavolta, ma proprio a me… e ho pensato: “ma Signur… al me par an po’ trop”. Eppure, eccomi qui nel dodicesimo anno del mio episcopato a guardarmi indietro e, a capire solo ora, che Lui mi ha chiamato dal pascolare le mucche, che Lui mi ha mandato… nelle Filippine per 34 anni per prepararmi ad aprire l’opera salesiana in Solomons e che sempre Lui dopo 8 anni come salesiano pioniere, mi ha chiamato a ricostruire una diocesi vasta, con poca gente, ed enormi difficoltà di spostamento e di comunicazione.
Lui, Gesù Figlio di Dio ha pianificato il tutto… mi ha preparato e formato… e mi ha dato ciò di cui avevo bisogno al tempo giusto… Nascessi un’altra volta saprei leggere meglio i Suoi piani
per la mia vita e approfitterei di più della grazia che mi ha generosamente dato giorno per giorno. Ogni giorno della mia vita è stato un miracolo del Suo amore, del Suo perdono, della Sua grazia… la vera gioia è stata condividere questo Suo amore e passione per la vita ai giovani che ho incontrato. Non ho rimpianti se non quello di non essere stato generoso ancor più di quello che sono stato. Posso dire che ogni giorno è stato il giorno più bello della mia vita… e se il buon Dio vorrà donarmene ancora qualcuno, spero che anche quelli siano per me sempre vissuti così.

+ Luciano Capelli
Sacerdote Salesiano, Vescovo di Gizo – Isole Salomone