27 febbraio 2021

SABATO PRIMA SETTIMANA DI QUARESIMA

PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,20-26)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: «Amerai il tuo prossimo» e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere
il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.

PREGHIERA
Signore Gesù, tu ci chiedi di amare i nostri nemici,
di pregare per quelli che ci perseguitano
come condizione per essere Tuoi figli.
Questo non è facile per noi, fragili come siamo,
ed a volte più cercatori di amore per noi stessi
che donatori di amore agli altri.
Donaci il Tuo Spirito, Spirito di Amore
perché ci renda capaci di amare come vuoi Tu.
Amen.

PENSIERO
Sono ormai passati due mesi dal mio sbarco a Carabayllo e la prima cosa
che condivido con voi è che sto bene; ringraziando Dio dopo le prime
settimane dove il fisico faceva un po’ di resistenza ad adattarsi al clima
caldo e umido ora devo dire che tutto si è sistemato.
Non me la sento ancora di raccontarvi come sono le cose qui, due mesi
sono pochi per poter capire… Forse non basta nemmeno una vita.
Ringrazio il Signore che mi ha già fatto passare l’euforia degli inizi (non la
passione e l’entusiasmo) e mi sta dando tanta pazienza per poter ascoltare e accogliere persone, fatti, storie, tradizioni… Non sempre è facile e
non sempre ci riesco.
Alcune cose le ho già fatte mie (ad esempio la siesta) altre stanno entrando
piano piano… Non ho alcuna fretta (anche perché qui proprio cosa sia la
fretta non lo sanno se non quando si sta guidando), prima di arrivare ad
una conclusione cerco di capire il perché di una proposta, di un intervento,
di un modo di fare, cerco di mettermi nei panni, nella storia, nella cultura
di questo paese. Don Umberto e don Savio come due nonni pazienti e
ricchi di esperienza mi stanno accompagnando e aiutando in questo cammino, in questo cercare di entrare nella vita della gente che è una vita a
volte molto sofferente e precaria, ma mai senza dignità! Mi sembra sia
chiaro che la realtà peruana (civile, ecclesiale, umana) sia un po’ diversa da
quella italiana; è per me una sfida interessante perché mi chiede ogni giorno di lasciare, uscire da me stesso, abbandonare le mie sicurezze, per ogni
giorno incontrarmi col nuovo, quella novità che è Cristo stesso… anche qui.
Sperimento come metodi, iniziative, tradizione, programmi pastorali e
via dicendo siano alquanto relativi, ciò che conta veramente è il perché,
e se il perché è il Signore Gesù vivo, realmente presente nella storia di
tutta l’umanità, allora ciò che conta è Lui e non cosa o come lo fai… solo per Lui!
Non importa dove, non importa come, non importa quando, ciò che importa è che questo incontro con Lui sia reale.
Don Ivan Manzoni, prete Fidei Donum in Perù. Anno 2013