Sacerdozio

Presbiterato
 
Questo sacramento è chiamato “Ordine” in quanto con questo termine si designava, in epoca romana, un “corpo sociale”, un gruppo di persone con funzioni pubbliche. Tale termine passò poi nella terminologia ecclesiastica per indicare un “collegio” o comunque un gruppo di persone incaricate di un ministero pastorale e/o di una funzione cultuale.
 
Come i sacramenti del Battesimo e della Confermazione, l’Ordine conferisce un carattere: l’Ordine resta valido per tutta la vita di chi lo ha ricevuto.
Attraverso questo sacramento si prosegue la missione di Cristo “Buon Pastore” che riunisce le pecore disperse.
 
Dopo il Concilio Vaticano Il (cfr. il decreto Presbyterorum Ordinis) gli ordini minori sono stati ridotti e non vengono più chiamati ordini, ma ministeri: sono quelli dell’accolito e del lettore. Per quanto riguarda gli ordini maggiori, la teologia cattolica non parla più di ordini (al plurale), ma di tre gradi dell’unico sacramento dell’Ordine:
– l’episcopato
– il presbiterato
– il diaconato
 
L’episcopato
 
Gesù scelse tra i molti che lo seguivano dodici discepoli “perché stessero con lui”. Egli li chiama a sé e la loro disponibilità è totale. Gesù ne “stabilì dodici” e li istituì perché formassero un collegio a capo del quale pose Pietro.
Il vescovo è responsabile di un territorio particolare della Chiesa: la Diocesi.
 
Il presbiterato
 
E’ la missione del prete che seguendo Gesù offre il mondo a Dio. I presbiteri sono i primi e più stretti collaboratori dei vescovi. Sono uomini che rispondono alla chiamata di Dio e lasciano tutto per porsi a servizio della missione ricevuta.
Amministrando i sacramenti della Chiesa, agiscono in suo nome.
 
Il diaconato
 
Manifesta il comandamento dell’amore al prossimo. Il diacono è ordinato al servizio della carità. Il diacono è collaboratore del vescovo nella modalità del servizio. Predica la parola di Dio, amministra il battesimo, assiste alla celebrazione del matrimonio, coordina il ministero della carità nella chiesa.