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Scarp de’ tenis: il giornalismo dalla parte degli ultimi

Le porte della redazione sono sempre aperte. Non solo figurativamente. La rivista Scarp de’ tenis racconta cronaca ed esistenze complicate, esempi di speranza e messaggi educativi. È, al contempo, impresa sociale e culturale. Si colloca tra il giornalismo e la solidarietà. Promossa dalla Caritas, è presente in molte città e diocesi italiane proprio grazie al sostegno della rete Caritas: a Milano, sede della redazione centrale e cuore del progetto, ma non solo. I venditori – persone in difficoltà cui la rivista offre una seconda opportunità – sono attivi a Genova, Torino, Venezia, Como, Vicenza, Verona, Cremona, Rimini, Firenze, Napoli. Per chi non ha la fortuna di incontrare i venditori di strada è attiva l’edicola digitale all’indirizzo www.social-shop.it dove è possibile acquistare Scarp online e sottoscrivere abbonamenti. Ma una rivista che “vive” in strada ha certamente dovuto fare i conti con la lunga quarantena che ci è stata imposta dal Covid-19. Ne parliamo con Stefano Lampertico (nella foto qui sotto), direttore della testata.

Anche Scarp de’ tenis è stato vittima del lockdown?
I venditori in pettorina rossa di Scarp de’ tenis sono di nuovo in strada e davanti alle parrocchie delle più importanti città italiane. E questa, di per sé, è già una buona notizia. Sono stati infatti mesi molto difficili per tutti. Mesi segnati dallo spettro del contagio, dalla paura, dal dolore che ha segnato tante famiglie e tanti nostri amici. Segnati anche dalla perdita di Claudio, nostro venditore storico. Ci siamo dovuti fermare, come tutti, cercando nel contempo forme innovative di sostegno al giornale, camminando su strade a noi sconosciute.I giornali di strada, per loro natura, hanno una definizione cartacea; hanno senso nel momento in cui si crea la relazione tra i venditori – che sono per lo più homeless, persone in difficoltà, disagiati – e i nostri lettori.

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