Cattedrale di Como, 8 dicembre 2021

Solennità dell’Immacolata Concezione e Ordinazione diaconale

Omelia del Vescovo Mons. Oscar Cantoni

Oggi tutta la nostra Chiesa di Como è avvolta da una grande gioia. E’ una festa di luce per il grande progetto d’amore che Dio Padre ha preparato fin dall’eternità per Maria, la vergine piena di grazia, ma anche per noi, suoi figli amati, chiamati ad essere santi (ossia appartenenti a Lui), consacrati al suo servizio e immacolati, destinati ad una vita irreprensibile, lontana dal peccato.

All’interno del nostro popolo santo, veneriamo innanzitutto la vergine e madre Maria, circondata fin dall’inizio dalla grazia anticipatrice e vittoriosa di Dio, che l’ha salvaguardata da ogni macchia di peccato. Lo Spirito Santo che Maria ha ricevuto, non solo l’ha abilitata a generare verginalmente il Figlio di Dio, ma l’ha messa in grado anche di compiere pienamente l’opera che Dio le ha affidato lungo tutto il suo itinerario di fede.

Con il suo “sì, eccomi!” Ella ha espresso in piena consapevolezza la perfetta disponibilità ad essere “serva del Signore”, mediante quell’atto di fede totale, che Dio aveva atteso invano dal suo popolo eletto.

A Maria, immacolata madre di Dio e della Chiesa, oggi affidiamo in modo speciale e con umile fiducia questi nostri fratelli, eletti al ministero del diaconato (permanente): Giuseppe, Marco, Massimo. A costoro si aggiunge anche un religioso dell’Ordine dei Padri Passionisti di Caravate, Fratel Davide, che sarà poi ordinato presbitero nei prossimi mesi.

Dopo anni di preparazione, questi nostri futuri diaconi si appellano a Maria, ma anche alle preghiere di tutta la nostra Comunità, perché siano aiutati a configurarsi più facilmente a Cristo, generoso servo del Padre e sempre a servizio dei suoi fratelli, lui che ha dato la vita per noi, insegnandoci, con il dono supremo di sé, la non facile arte di amare.

A voi, cari fratelli, rivolgo parole di stima e di consolazione.

Vi ringrazio, innanzitutto, per la perseveranza che ci avete offerto nel tempo prolungato della vostra preparazione al diaconato. Avete saputo armonizzare tempo, energie e impegni pur di approfondire, mediante uno studio accurato, la vostra fede, divenuta ora più adulta, matura e consapevole.

Avete saputo mantenervi fedeli alle irrinunciabili relazioni familiari, occupando bene il tempo dedicato agli affetti e alla educazione dei figli, uniti ai vostri inderogabili compiti professionali, insieme però con le attività ecclesiali e apostoliche non meno urgenti e impegnative.

Siete entrati con discrezione nel dinamismo della nostra Chiesa mediante un vero spirito di servizio, dando prova di un amore che sa accogliere gli altri, crescere nella comunione fraterna con la comunità diaconale e con il presbiterio.

Avete poi contribuito a infondere o a ravvivare, negli spazi della Chiesa in cui voi operate, uno spirito di famiglia, nella accoglienza incondizionata di tutti, con mitezza e capacità di mediazione.

Avete, infine, accolto in spirito di obbedienza quegli impegni che vi sono stati singolarmente affidati come luogo del vostro futuro servizio ecclesiale.

Non mi resta che una raccomandazione: lo esige la natura stessa del ministero diaconale che state per ricevere dallo Spirito Santo attraverso la Chiesa di Gesù.

Siate solleciti ministri della consolazione ovunque, in speciale misura con quanti sono bisognosi di cura perché non amati, soli, senza amici o familiari che li sostengano.

Soprattutto quanti soffrono, sia fisicamente che nello spirito, richiedono la vostra vicinanza, che si traduce in una presenza amorevole, semplice e discreta.

Quanto a te, caro Davide, so che sei già inserito con molto profitto a servizio di varie Comunità, intento a promuovere, sullo stile della carità di Cristo e secondo il carisma del tuo Istituto, il ministero della consolazione.

Concludo con una consolante sottolineatura che un nostro giovane, ricoverato in questi giorni nell’ospedale di Sondalo per Covid 19, mi ha fatto pervenire via email: “Prego con voi per il grande dono che l’8 dicembre in cattedrale sarà rinnovato alla Chiesa di Como. Nell’arsura della terra sempre più sterile e chiusa, questo è un seme di speranza che dimostra che in infiniti modi lo Spirito Santo trova il modo di operare”.

Accogliamo con gioia, gratitudine e piena consapevolezza questi “segni di speranza” che lo Spirito Santo assicura alla nostra Chiesa, superando ogni resistenza, e impegniamoci perché con rinnovate energie possano fruttificare a beneficio di tutti.

+ Oscar Cantoni