8 dicembre 2019 - Como, Cattedrale

Solennità Immacolata Concezione

Oggi la Chiesa celebra la festa della Immacolata Concezione di Maria vergine.

E’ questa l’occasione propizia per ricordare una verità comunemente non sottolineata abbastanza. Volendo infatti esaltare la partecipazione attiva della persona umana all’azione di Dio, c’è il rischio di non valutare sufficientemente il primato della grazia nella vita di Maria, come nella nostra.

E’ Dio che ci precede sempre, che prende per primo l’iniziativa, del tutto libera e gratuita, a vantaggio dell’uomo, perché egli possa corrispondere ai suoi disegni e quindi compiere la sua volontà, nella fedeltà quotidiana.

Come Egli ha agito nei confronti di Maria, rendendola santa e immacolata, così potremo diventare anche noi, sotto la sua azione, santi e immacolati: è questo il grande sogno di Dio per ciascuno dei suoi figli.

La Trinità santissima ha preparato da lontano il terreno per fare di Maria la madre del Signore, così che ella potesse collaborare all’ opera sublime per cui l’aveva da sempre pensata.

Per divenire Madre del suo Figlio e madre della Chiesa, lo Spirito santo l’ha ricolmata della pienezza di grazia.

Solo per grazia Maria è la creatura più gradita a Dio, solo per grazia Maria ha avuto il privilegio di dare al Verbo la sua umanità. Solo per grazia Maria ha potuto corrispondere all’appello dell’angelo Gabriele che le chiedeva in nome di Dio di diventare la madre del Signore, così che Ella può appropriarsi delle parole dell’Apostolo e riconoscersi pienamente in esse: “per grazia sono quello che sono“(1Cor 15,10).

Nel momento della annunciazione, Maria si rende conto che è per lo sguardo di Dio, cioè per sua grazia, ciò che sta avvenendo e non si attribuisce alcun merito. Maria è invitata dall’angelo a rallegrarsi a causa della grazia e a non temere.

Essendo Maria pienamente libera da ogni condizionamento di male, diversamente da noi, che facilmente dubitiamo delle promesse di Dio e della sua fedeltà nei nostri confronti, la sua è la più alta e generosa adesione di fede che una persona ha saputo mai manifestare nei confronti di Dio.

Il termine latino “credere” è l’unione di due parole: “cor –e- dare”, ossia “dare a qualcuno il proprio cuore”. Maria, con il suo sì, si è abbandonata interamente e totalmente a Dio. Tutta la sacra Scrittura è pervasa dalla preferenza di Dio per i piccoli, i deboli, i poveri, coloro che sanno che da se stessi non possono nulla e che tuttavia si donano interamente e con gioia a Dio e alla sua azione. Tra costoro eccelle la vergine Maria. E’ la sua fede a costituire la porta di ingresso di Dio nel mondo. La fede di Maria diventa quindi orientamento e modello della nostra vita secondo lo Spirito.

Che cosa significa per noi e per la Chiesa il fatto che la storia di Maria inizia con la parola grazia? Maria ci ricorda che anche nella nostra vita agisce efficacemente la grazia, ossia la libera e gratuita scelta di Dio, che in Cristo ci viene incontro e si dona a noi per puro amore, perché noi pure rispondiamo con un sì generoso e totale.

La grazia è alla base della vita cristiana, basta solo accoglierla e farla fruttificare.

Anche per la Chiesa, come per Maria, la grazia rappresenta il nucleo centrale, la radice profonda della sua esistenza.

Il nostro compito è quello di far trasparire la grazia che è all’interno della Chiesa, al di là delle sue leggi, dei suoi riti e nonostante le incoerenze dei suoi ministri e le fragilità di ogni cristiano.

La santità della Chiesa viene dal suo interno, dalla grazia di cui è piena e di cui è ministra.

La consapevolezza della grazia cambia non solo il modo di considerare la Chiesa, ma anche il modo di accogliere noi stessi, messi in grado di sperimentare fin d’ora come “la grazia sia l’inizio della gloria”, come sostiene S. Tommaso. Dio è infinitamente più reale di tutto ciò che ci circonda nel mondo e che si vede. Per la grazia noi possiamo avere, fin da questa vita, “un certo spirituale contatto” con Dio, ben più reale di quello che si può avere attraverso la sola speculazione su Dio.

Maria ci insegna a credere nella grazia, ossia ad accettare che Dio ci ama per primo, che ci è favorevole, che per grazia siamo stati salvati, che il Signore è con noi, come lo fu per lei.

Benediciamo il Signore, mostrando per lui venerazione e amore e ripetiamo spesso nella nostra preghiera queste espressioni suggerite dai salmi: “quanto è preziosa la tua grazia, o Dio! (Sal 36,8); “la tua grazia vale più della vita” (Sal 63,4).