26 marzo 2021

VENERDÌ QUINTA SETTIMANA DI QUARESIMA

PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,31-42)
In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse
loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre; per quale di
esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’o-
pera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima
Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano:
«Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni
ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

PREGHIERA
O Gesù, fai di noi uno strumento di pace,
fai di noi persone rinnovate nel pensiero, nelle parole, nelle ope-
re e nelle azioni,
affinché possiamo farci missione per tutte le genti e
testimoni credibili dell’Amore
che attraverso la Tua Parola e la Tua vita hai testimoniato.
Fai che al di là di ogni credo possiamo essere prossimi agli altri
quali dono della Tua creazione.
Te lo chiediamo per l’amore che abbiamo per te e
per la vita di ciascun essere vivente. Amen.

PENSIERO
Sono rientrato dal Camerun, a fine agosto. L’esperienza missionaria
è stata per me un cammino di verità e un tempo di crescita.
È stato un tempo in cui mi sono visto anche ‘obbligato’ dal Signore
a guardare in fondo al mio cuore per vedere cosa c’era. Nel mio
cuore ho trovato la Sua chiamata per me e il suo amore. Ringrazio
sì il Signore perché in questo tempo ho sempre sentito in me e per
me il suo amore, declinato sempre allo stesso modo: fedele, per
sempre, misericordioso.
Il suo amore mi ha insegnato a fidarmi. Il suo amore ha purificato
il mio sguardo su di me e anche sugli altri.
In questo tempo sono stato nutrito dalla Parola – ne ho assapora-
to il gusto – e dall’Eucaristia. Il perdono ricevuto mi ha sempre ri-
messo davanti il suo amore: molto più grande del mio peccato e
dei miei limiti.
Il tempo in missione mi ha fatto inoltre capire e accogliere un po’
di più la mia fragile umanità. Ho riconosciuto che nella vita non si
può camminare da soli: è importante trovare degli amici. Questo
non è facile. In missione, il fatto che tu missionario hai più soldi, ti
pone in ogni caso su un piano diverso.
Ho portato a casa la certezza che il Signore opera ovunque, nel
cuore d’ogni uomo sulla terra.
E che il suo Spirito è all’opera da sempre, ovunque c’è vita!
Ho riconfermato la certezza che è il Signore che costruisce e fa
crescere: anche in missione il Signore ha chiamato altri prima di
me, si è servito anche di me e continuerà con altri.
Ho portato a casa la fede dei laici e il loro impegno; la gioia delle
visite alle comunità; la gioia di aver visto comunità crescere, e non
solo di numero.
Ho portato a casa la gioia delle notti di Pasqua: l’esperienza più
bella!
E ho portato a casa la coscienza d’essere in ogni caso un privilegiato.
Don Andrea Cusini, già Fidei Donum in Camerun. Anno 2008