Centro card. Ferrari – Como, 6 febbraio 2026

S. Messa nella memoria del beato Card. Ferrari

Omelia del Vescovo e ringraziamento

Di seguito il testo dell”omelia del vescovo Oscar card. Cantoni:

Questa sera siamo chiamati a fare memoria del beato card. Andrea Ferrari, a cui è dedicato questo nostro centro. È bene ricordare con gratitudine questo nostro pastore, che fu vescovo di Como per tre anni, tra il 1891 e il 1894, prima di essere nominato arcivescovo di Milano. Una breve e fugace sosta nella nostra Chiesa diocesana, ma la sua presenza fu certamente incisiva e fruttuosa.

Come ogni buon seminatore, non ebbe la pretesa di vedere immediatamente i frutti del proprio impegno e del proprio zelo pastorale, nella certezza consolante che Dio moltiplica sempre il bene che noi seminiamo.

Andrea Ferrari fu un pastore itinerante, visitando senza sosta le comunità della nostra vasta diocesi e consacrando alcune chiese, tra cui quella della Visitazione in Como.

Le visite pastorali furono una delle primarie occupazioni di questo nostro pastore. Ancora oggi esse mettono in stato di allerta le parrocchie e i vicariati, e le sollecitano a una autocritica realista e costruttiva.

È nota poi la sensibilità del card. Andrea Ferrari per il mondo del lavoro, promuovendo la dignità dei lavoratori, in linea con l’enciclica di papa Leone XIII, la Rerum novarum, pubblicata nel 1891.

Da pastore fedele, vicino alla gente, si prodigò con tutte le forze a sostegno dei poveri e dei piccoli, senza tendere alla smania di primeggiare, per nulla preoccupato di sé stesso, dell’organizzazione e delle strutture più che del vero bene del popolo di Dio.

Durante gli anni comaschi il vescovo Andrea strinse un forte legame di stima e di amicizia con s. Luigi Guanella, lieto e onorato di consacrare solennemente il santuario cittadino del Sacro Cuore, da lui fortemente voluto, edificato con l’apporto della Provvidenza Divina.

Il card. Ferrari sostenne le opere caritative di don Guanella, che, come tutte le persone con uno sguardo di visione, non fu immediatamente capito da molti suoi critici.

Da don Guanella, il vescovo Andrea attinse la certezza di essere chiamato a dare testimonianza al vangelo della misericordia e a fidarsi della Provvidenza, ossia l’opera silenziosa, ma efficace, di Dio. Non ebbe paura di fidarsi di questo uomo così intraprendente e audace quale fu don Luigi Guanella, dimostrando che è possibile trovare amici con cui vivere e far brillare nel mondo la luce della comunione.

Considerando la caparbietà di don Guanella, che non temeva critiche e oppositori, Andrea Ferrari maturò una considerazione utile anche per noi, come questa: “Se ami sarai ferito, incompreso e umiliato. Se non ami sei già morto”. Mantenersi vivi in Dio significa non temere le ferite. Possiamo accettare il rischio di venire feriti perché il Signore ci ha donato la sua pace in abbondanza. Solo in questo modo potremo presentare e accettare di vivere in una Chiesa sinodale, ministeriale e missionaria con audacia e umiltà.

Oscar card. Cantoni

 

RINGRAZIAMENTO

Dopo la S. Messa il Vescovo ha rivolto alcune parole di ringraziamento:

Dopo aver fatto memoria della persona del beato card. Andrea Ferrari, qualche accenno ora al centro Card. Ferrari, nel quale ci troviamo e che è stato in questi tempi oggetto di una profonda ristrutturazione, molto complessa e insieme appassionata, in vista di un rilancio delle finalità socio pastorali, a beneficio della intera Città e della diocesi.

A proposito degli scopi di questo Centro ho avuto modo di sottolineare la sua specificità e precisare la sua missione dentro una corposa e dettagliata “Lettera alle Comunità cristiane del Vicariato di Como”, dove ho sottolineato osservazioni, suggerimenti e indicazioni dopo la mia visita pastorale, svoltasi esattamente un anno fa. Sono ancora in attesa di una risposta.

In quella lettera ho espresso chiaramente che “il centro socio pastorale card. Ferrari deve diventare un luogo di convergenza per tutte le Comunità parrocchiali, per le Associazioni, i Movimenti e i Gruppi, perché i laici possano trovare in esso un luogo di ricerca e di confronto, di ascolto qualificato per un cristianesimo adulto, capace di dialogare anche con quanti hanno visioni diverse della vita e della società.  

Il Centro pastorale, recentemente ristrutturato e rinnovato, è la sede ideale presso la quale il laicato cattolico possa essere accompagnato nella sua formazione. In questo luogo potranno e dovranno convergere le proposte formative di alto respiro, difficilmente realizzabili in una sola parrocchia”.

Ho ricordato inoltre, nella stessa lettera, che il centro è sede di associazioni e movimenti che si riconoscono nella Consulta diocesana delle aggregazioni laicali, la CDAL, perché collaborino con le istanze cittadine, ecclesiali e laiche, nell’animazione della Città, soprattutto a livello culturale, in un clima di confronto e di dialogo, anche su tematiche attualmente dibattute.

Il centro è ora a disposizione per la ripresa e la valorizzazione di queste attività, per la promozione di un coinvolgimento pieno dei laici nella animazione della pastorale cittadina, come auspicato anche dal nostro Sinodo diocesano.

Proprio per realizzare queste finalità, è stata compiuta in questi lunghi anni un’opera ciclopica, molto complessa, ad opera di persone illuminate e generose, a partire dalla attività svolta con grande impegno professionale dal prof. Angelo Palma, dalla dott.ssa Laura Legnani, al Sig. Paolo Scarso a cui va il mio speciale ringraziamento, dall’ing. Panzeri da tutti i membri della Commissione.

Essi hanno saputo infondere all’opera non solo le loro competenze tecniche/professionali, ma soprattutto, come ho già loro ricordato, hanno offerto con generosità ed entusiasmo la testimonianza di un amore appassionato alla Chiesa di Como, di cui noi tutti dobbiamo essere pienamente consapevoli e profondamente grati.

Come ogni opera nella Chiesa, portate a termine gli impegni di ristrutturazione previsti, come era stato stabilito, ho chiesto una naturale successione, così che una nuova Commissione potesse riprendere le attività, portando il frutto di nuove intuizioni.

Saluto e ringrazio i nuovi amici, membri della Commissione, coordinata dal dott. Sergio Micelli, chiamati ad organizzare e coordinare la vita e le attività del centro.

Perché il loro impegno non sia parziale, è necessario, però, la promozione di una vera sinodalità, in cui tutte le realtà ecclesiali cittadine, a cominciare dalle parrocchie e dalle varie associazioni, si sentano responsabilmente coinvolte, fin dalla programmazione delle attività del Centro.

Occorre dare un’anima alle strutture abilmente rinnovate: esse sono diventate molto più accoglienti e adatte alla sensibilità odierna. Tuttavia, esse da sole non bastano. Occorre un vero e proprio coinvolgimento, che auspico generoso e pienamente collaborante.

In questo modo abbiamo preparato gli spazi opportuni perché le generazioni che verranno abbiano una casa, trovino un ambiente in cui convergere ed essere aiutati a vivere secondo il Vangelo, in tutte le sue dimensioni, dentro un mondo che lo ignora o che lo usa solo per sostenere le proprie scelte.

Concludo con una nuova citazione della mia lettera alla Chiesa di Como: “Mentre ricordiamo che è Dio all’opera e noi non siamo proprietari di ogni missione, guardiamo a questi luoghi di carità con grande interesse e molta gratitudine, come autentiche “oasi spirituali” alle quali molti fratelli e sorelle possano sostare e rinfrancarsi nel cammino”.

 

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