“Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio”

Il messaggio del Vescovo Oscar per la Quaresima 2026

Un gruppo di cristiani, in una mia recente visita alla loro Comunità, mi ha chiesto di offrire loro qualche suggerimento per vivere individualmente, o insieme, il tempo quaresimale, ormai alle porte. Vorrebbero giungere preparati a celebrare la grande veglia, nella santa notte pasquale, durante la quale rinnovare la scelta del proprio Battesimo e confessare la fede in Dio uno e trino.

Ecco alcune possibili esercizi quaresimali che offro a quanti desiderano avvantaggiarsene. È necessario una lenta elaborazione, tale da occupare il periodo quaresimale.

  1. Leggete, in questo periodo di Quaresima, il Vangelo del giorno e poi considerate se il vostro cuore è davvero assimilato dalla logica di Gesù. Riconoscete con realismo quanto i vostri pensieri e le vostre reazioni, le scelte quotidiane come le preferenze assomigliano a quelle di Gesù o quanto sono distanti.  La conversione alla mentalità evangelica non è solo un cambiamento morale, ma richiede una trasformazione profonda del proprio modo di vedere, di giudicare e di agire. Scoprirete che esistono in voi tante zone della vostra personalità non ancora evangelizzate, espressioni di voi stessi che si differenziano o non collimano perfettamente con lo stile evangelico di Gesù. La conversione consiste nell’avvicinarsi sempre più al Signore Gesù e alle sue scelte di vita.
  1. Prendete la decisione, sempre costosa, eppure coraggiosa e umile, di non mettere al centro voi stessi, per lasciare libero spazio agli altri. Si tratta di un vero e proprio non facile decentramento del proprio io. La vera comunione con i fratelli non consiste nel riconoscere che le loro scelte coincidono con le nostre. Occorre imparare, piuttosto, ad accettare le persone anche quando le loro preferenze ci mettono alla prova e ci sfidano. Nella ricerca della verità si cresce accogliendo anche le divergenze, perché essa non ci appartiene totalmente.  Va piuttosto benevolmente ricercata, anche attraverso modalità e linguaggi che non ci appartengono, ma che si può attingere solo ricevendola dagli altri. Qualcuno ha scritto che dobbiamo essere disposti a riconoscerci tra “coloro che cercano insieme a chi cerca, e coloro che si interrogano insieme a chi domanda”.
  1. Infine (ed è un esercizio non facile!) occorre imparare ad accettare la situazione che si sta attraversando, riscegliendola benevolmente come una grazia che Dio ci concede, senza tentare di evadere o di credere che se fossimo altrove, o con altre persone, tutto riuscirebbe meglio. Disponetevi ad accettare le prove, le tensioni, come pure le contraddizioni del mondo, senza rifiutarle. La Provvidenza di Dio, ossia ciò che Egli opera silenziosamente in vostro favore, giorno per giorno, vi aiuterà a credere che “tutto concorre al bene di coloro che amano Dio” (Rm 8, 28). E questo anche quando le cose sembrano andare male!

Acquistiamo occhi amorevoli e in tutto riconosceremo l’opera della grazia di Dio in noi e ci convinceremo che il tempo che viviamo, come il servizio che svolgiamo, sono un grande aiuto per continuare a crescere nella fede.

    Oscar Card. Cantoni

    Vescovo di Como

 

 

 

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