Chiavenna, 1° marzo 2026

“Spalancate le porte della Chiesa e del cuore…”

L'omelia del Vescovo all'Assemblea diocesana di AC

Domenica 1° marzo la parrocchia San Lorenzo di Chiavenna ha ospitato l’assemblea diocesana dell’Azione cattolica di Como, dal titolo «Sì–No… Dai! Porte aperte alla speranza»Presente anche il Vescovo Oscar card. Cantoni, che nella mattinata ha presieduto la Santa Messa. Qui di seguito il testo dell’omelia.

Siamo riuniti in Assemblea liturgica per celebrare i divini misteri in questa seconda domenica di Quaresima. La numerosa presenza degli amici dell’Azione Cattolica diocesana, che vivono la loro annuale assemblea, arricchisce questa comunità, così da poter sperimentare la gioia dell’accoglienza. Voi, invece, che provenite da varie parti della Diocesi, potete sentirvi gioiosamente inseriti tra i fedeli di Chiavenna, in un clima di vera e intensa fraternità. In Cristo siamo un solo corpo, come ci ricorda continuamente papa Leone, anche attraverso il suo motto: In Illo uno unum.

Vogliamo oggi lasciarci illuminare dalla luce sfolgorante di Cristo risorto, trasfiguratosi davanti ai suoi amici Pietro, Giacomo e Giovanni, sul santo monte, perché in seguito fossero pronti e consapevoli nell’accoglierlo nei giorni della manifestazione della sua gloria, frutto del suo sacrificio pasquale. Anche noi, come questi tre discepoli prediletti di Gesù, abbiamo bisogno di rassicurazione, di consolazione e di incoraggiamento per affrontare con fiducia la vita quotidiana e in particolare la nostra testimonianza cristiana, nella piena consapevolezza che il nostro impegno non è mai vano, che Cristo è continuamente all’opera in noi e ci invia ad annunciarlo a tutti come il Vivente Signore.

Non è facile nemmeno per noi, come per i tre discepoli, accettare che la gloria di Dio si manifesti nella debolezza della croce, riconoscere che l’amore costoso, solo se è donato, risulta vincitore. Eppure, vogliamo giungere all’intima persuasione che le porte della Chiesa, come quelle del nostro cuore, non solo vanno aperte, ma addirittura spalancate, per poter uscire dalle ristrettezze dell’io, dalle nostre facili paure, nel timore di annunciare Cristo, unica missione della Chiesa e di tutti i cristiani, attraverso una vita che si fa dono.

È sempre impegnativo e richiede una certa fatica il compito di fare il primo passo, assumerci nuove responsabilità, trovare tempo per gli altri, rinunciando a noi stessi. Occorre però superare le esitazioni e subito la gioia sopravanza, ricolma a dismisura. Vi ricordo un antico detto: “Se ami, sarai ferito, ma se non ami sei già morto”.  É inevitabile impegnandosi per le opere di bene, incontrare difficoltà, opposizioni, contrasti e perfino rifiuti, tuttavia chi ama non demorde: non si perde d’animo e va avanti.

Noi tutti vogliamo evitare di essere cadaveri viventi, cristiani solo di nome. Vogliamo essere piuttosto testimoni gioiosi e coraggiosi dell’amore di Cristo, che usa le nostre mani, i nostri piedi, l’intelligenza, la creatività e soprattutto il nostro cuore, per giungere ai tanti nostri fratelli, che vivono accanto a noi, che ancora non conoscono Gesù, non lo amano, non lo seguono.

So bene che ciò che fa male più male è la indifferenza di molti, ma abbiamo interiormente la forza di annunciare Cristo, senza perderci di coraggio, lasciando allo Spirito Santo il compito di raggiungere il cuore di ciascuno e di trasformarlo.

Avanti, dunque, per una nuova partenza, con la stessa fede di Abramo, come abbiamo ascoltato nella prima lettura. Occorre mettersi di nuovo in cammino come frutto di questa giornata.

Nonostante il rifiuto di qualcuno, non manca chi è alla ricerca di Dio, chi desidera attingere a sorgenti di vita spirituale, chi ha sete di verità e di amore. E noi sappiamo che queste due caratteristiche sono incarnate nella persona viva di Gesù Cristo, colui nel quale abbiamo posto la nostra fiducia.

Oscar card. Cantoni

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