Cattedrale di Como, venerdì 13 marzo 2026

Giornata di digiuno e preghiera per invocare la pace

L'omelia del Vescovo

Siamo invitati a vivere questa giornata all’insegna della preghiera, del digiuno e della penitenza. Uniti a tutte le chiese che sono in Italia, insieme vogliamo chiedere al Signore il dono della pace.

Da una parte perché i leader delle nazioni abbandonino i progetti di morte, fermino la corsa agli armamenti e mettano al centro la vita dei più vulnerabili. Dall’altra, vogliamo chiedere al Signore la nostra conversione, così da liberarci dall’odio, dal rancore e dalla indifferenza che ancora albergano anche nel nostro cuore. Siamo tutti preoccupati per la pericolosa escalation di violenza e guerra nell’intero Medio Oriente, che sta seminando vittime innocenti, costringe tante famiglie alla fuga e peggiora ulteriormente la spirale di violenza.

Come cristiani non possiamo rassegnarci e così rispondiamo a questa tristissima situazione con l’arma della preghiera, del digiuno, della promozione del dialogo e dell’azione diplomatica, dell’impegno per la pace, la giustizia e la fraternità. La pace è dono di Dio, ma è anche vocazione dell’uomo, creato per la comunione e non per la guerra.

Ricordiamo le parole forti di papa Leone di qualche settimana fa, che chiede di “fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile”. La guerra, non può e non deve sostituirsi alla paziente arte della diplomazia, unica via percorribile per la risoluzione di controversie e contese. Il rumore assordante delle armi non può soffocare la dignità e le legittime aspirazioni dei popoli. La paura e le minacce non possono vincere sul dialogo e sul bene comune.

La nostra preghiera sale al Dio della pace e dell’amore perché si apra presto un cammino di pace stabile e duratura, per quanti soffrono a causa della violenza e dell’odio, per le vittime dei bombardamenti, i profughi, i feriti, e le famiglie nel lutto trovino conforto nella solidarietà della comunità cristiana e nella speranza che viene da Dio. La pace, infatti, come scriveva il papa S. Giovanni XXIII è “un anelito profondo degli esseri umani di tutti i tempi”.

Come cristiani siamo chiamati a ridare speranza di fronte allo smarrimento delle nostre società, agli orrori della guerra, alla perdita di vite umane. È necessario ricostruire un tessuto morale e sociale per colmare l’assenza, sempre più evidente, di valori a cui ispirare comportamenti, regole e progetti per un futuro garante della dignità umana. La pace va costruita nel cuore di ogni essere umano. Tutti siamo operatori di pace, pur nella distinzione del servizio e delle responsabilità a cui siamo chiamati.

A questo ci invita papa Leone XIV: “La pace non è un’utopia spirituale. È una via umile, fatta di gesti quotidiani, che intreccia pazienza e coraggio, ascolto e azione” (udienza ai vescovi italiani lo scorso 17 giugno 25). La pace non è solo disarmata, ma anche disarmante, nel senso che è libera da tentazioni come l’odio, la vendetta, la contrapposizione. È anche “umile e perseverante”. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti, incondizionatamente. Alla pace, inoltre, si lega la giustizia, che porta con sé l’impegno a coniugare ciò che è giusto alla realtà concreta.

Siamo consapevoli, infine, che la forza rinnovatrice del Vangelo può essere non solo un forte ideale per la vita dei singoli e di intere Nazioni, ma anche lo strumento concreto perché la pace diventi realtà voluta, costruita e vissuta e possa così emergere come autentico valore cristiano, umano e sociale.

Oscar card. Cantoni

 

Preghiera per la Pace di papa Leone XIV

Signore della vita, che hai plasmato ogni essere umano a tua immagine e somiglianza, crediamo che tu ci abbia creati per la comunione, non per la guerra, per la fraternità, non per la distruzione.

Tu che hai salutato i tuoi discepoli dicendo: “la pace sia con voi”, donaci la tua pace e la forza per renderla reale nella storia. Oggi eleviamo la nostra supplica per la pace nel mondo, chiedendo che le nazioni rinuncino alle armi e scelgano la via del dialogo e della diplomazia.

Disarma i nostri cuori dall’odio, dal rancore e dalla indifferenza, perché possiamo diventare strumenti di riconciliazione. Aiutaci a comprende che la vera sicurezza non nasce dal controllo alimentato dalla paura, ma dalla fiducia, dalla giustizia e dalla solidarietà tra i popoli.

Signore, illumina i leader delle Nazioni affinché abbiano il coraggio di abbandonare i progetti di morte, fermare la corsa agli armamenti, e mettere al centro la vita dei più vulnerabili. Fa’ che la minaccia nucleare non condizioni mai più il futuro della umanità.

Spirito Santo, rendici costruttori fedeli e creativi di pace quotidiana nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità, nelle nostre città. Che ogni parola gentile, ogni gesto di riconciliazione e ogni scelta di dialogo siano semi di un mondo nuovo. Amen.

(LEONE XIV)

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