Su invito del vescovo di Como, il cardinale Oscar Cantoni, l’équipe fidanzati dell’Ufficio diocesano per la pastorale familiare propone due serate pensate come occasione di incontro, ascolto e preghiera. Il titolo scelto – «Che cosa cercate?» (Gv 1,38) – richiama la domanda di Gesù ai primi discepoli e diventa spunto per aiutare le coppie a rileggere il proprio cammino e a riconoscere il desiderio profondo che le guida verso il sacramento del matrimonio. Il primo appuntamento si è tenuto sabato 28 febbraio a Lora (Como), in Oratorio: a inizio settimana si contano già più di 130 coppie iscritte. Il secondo si terrà sabato 14 marzo a Ponte in Valtellina (Sondrio), al Teatro Vittoria. Per entrambe le serate l’accoglienza è fissata alle 20.15, con inizio dell’incontro alle 20.30. Questa la traccia dell’intervento del Vescovo Cantoni.
Tra i numerosi incontri a cui partecipo, di settimana in settimana, questo annuale appuntamento con i futuri sposi è quello che mi appassiona maggiormente e mi rallegra. Mi sento un padre che ha davanti a sé dei figli: pieni di gioia per la loro scelta, ricchi di entusiasmo per ciò che li attende, magari anche con qualche incertezza o timore nei confronti del loro futuro.
Sono gli stessi interrogativi che non sono mancati neanche a me all’inizio del mio ministero, davanti alla scelta che ho intrapreso, dentro la quale continuo a perseverare. Sono a quota 50 anni di presbiterato, 21 di episcopato. Una bella esperienza, ma non semplice e lineare. Eppure, questa mia scelta si è sviluppata giorno per giorno, non senza fatiche, ma eccomi arrivato fin qui. Certamente non da solo, ma con l’aiuto di Dio, con la presenza di tante persone che mi hanno accompagnato, guidato, sorretto, confortato, stimolato, corretto. Non mi sono mai sentito solo.
Vi ho raccontato di me, per dirvi che una scelta chiara e definitiva va fatta nella vita. Ogni scelta è sempre un rischio, ma occorre il coraggio di osare e voi l’avete, dal momento che avete scelto di sposarvi religiosamente.
Ogni scelta deve essere pienamente libera. Liberamente, quindi, rischiate il vostro futuro perché non siete soli. C’è il Signore che vi accompagna con il suo amore e la sua fedeltà. Vi sostiene, vi incoraggia, vi stimola a mantenervi fedeli, vi dona la gioia di rinnovare ogni giorno il vostro sì. Si all’amore, sì al dono di voi stessi, in un reciproco scambio di segni, che qualificano e approfondiscono la vostra appartenenza verso il vostro sposo o la vostra sposa, ma anche all’interno del vostro contesto di vita, nella vostra comunità di fede.
“Vieni e vedi”, abbiamo ascoltato nel vangelo. È l’invito di Gesù ai suoi primi discepoli e che oggi rivolge a tutti voi. L’amore, la fedeltà, la gioia dell’incontro, le inevitabili fatiche non si spiegano teoricamente, ma sono narrate, testimoniate, descritte da tante coppie di sposi cristiani, dentro una comunità di fede, che sviluppano quotidianamente la grazia del loro matrimonio, non chiusi in loro stessi, ma aprendosi generosamente agli altri, in un reciproco scambio.
Circondatevi di tanti amici e teneteveli stretti: vostri compagni di scuola, vostri colleghi di lavoro, amici incontrati in oratorio, credenti e no. Amici di tutte le età, giovani ai primi passi nel loro cammino di coppia, ma anche adulti di diverse età, provati dalla vita. Non manchi nemmeno qualche prete saggio, pronto ad incoraggiarvi e sostenervi nei momenti di fatica.
Il Signore viene ad abitare nella vostra casa e vuole rimanere con voi. Imparate a pregarlo insieme ogni giorno, perché la preghiera tiene unita la famiglia. Poi non chiudetevi in uno splendido isolamento, ma tenetevi aperti sul mondo, a partire dalla vostra Comunità cristiana che può darvi ancora tanto, a cui voi stessi potete dare tanto.
Io prego per voi e vi affido alla santa famiglia di Nazareth.
Oscar card. Cantoni

