Santuario San Luigi di Sazzo, 26 ottobre 2025

Vicariato di Tresivio

L'omelia del Vescovo a chiusura della visita pastorale

Con questa celebrazione eucaristica vogliamo rendere grazie al Signore per il cammino di fede che le nostre Comunità parrocchiali stanno percorrendo, in questo nostro tempo storico, e che nel corso della visita pastorale ho potuto felicemente sperimentare. Sono ancora numerose le persone adulte che camminano insieme, disposte a vivere l’avventura della vita cristiana e a testimoniarla nelle opere, dentro le nostre Comunità.

Sono ancora credibili le nostre Comunità, dove si vive nello scambio di tanti doni, che ciascuno mette generosamente a vantaggio degli altri. Molti tra voi possono affermare ciò che s. Paolo questa mattina, nella seconda lettura, ha sottolineato parlando di sé. “Ho combattuto la buona battaglia”.
Si, il cristianesimo è una lotta, richiede un impegno, costringe a scegliere, se scegliere Dio, accolto nella sua Parola e dare fiducia alle sue richieste, che sono sempre a vantaggio dei suoi figli, o preferire gli idoli vani, che promettono una felicità immegliata, ma ingannevole e vana.

Se poi volessimo elencare ciò che più visibilmente constatiamo, per prima cosa possiamo sottolineare la bella e profonda unità tra i vostri sacerdoti, operanti nelle diverse parrocchie del Vicariato, la loro sincera reciproca stima e fiducia, che permette loro di collaborare insieme e aiutarsi a vicenda. Questa è la più bella, immediata immagine di Chiesa che mi si è presentata davanti fin da subito, nel primo incontro della visita pastorale, che ho riservato proprio ad essi.

Si verifica così quella frase di s. Agostino che papa Leone ha voluto nel suo stemma. “In illo uno, unum“, che tradotto in italiano, significa: anche noi, pur essendo molti, “in Quell’unico, cioè Cristo, siamo uno”, una cosa sola.  La piena comunione si realizza, infatti, nella misura in cui si converge nel Signore Gesù. Più si è fedeli e obbedienti a Lui, più siamo uniti tra di noi. Questo è il segreto, la “regola d’oro” che i vostri sacerdoti vi annunciano e vi testimoniano. Si tratta per tutti i componenti della comunità cristiana di vivere quell’unità profonda che riflette la piena adesione a Cristo Signore.

Una seconda dimensione positiva, che ho riscontrato nella assemblea di ieri mattina, è la convinzione che, con la grazia del comune battesimo, possiamo collaborare tutti insieme nel costruire la Chiesa di domani, mediante un responsabile coinvolgimento di tutti, nessuno escluso, perché tutti siamo discepoli missionari, animatori nella evangelizzazione. Vogliamo trovare insieme modalità nuove e inedite per costruire e presentare oggi, comunità cristiane affascinanti, anche se piccole. Ho sentito vivo in molti il desiderio, il gusto di lasciarsi coinvolgere in nuovi progetti, mediante linguaggi e segni facilmente comprensibili, adatti anche ai giovani, che sono i grandi assenti dalle nostre Comunità, ma non per questo disinteressati a cercare la pienezza di una vita bella e appagante come quella proposta dalla fede in Cristo.

Come s. Paolo “combattiamo la buona battaglia” sorretti dalla fantasia dello Spirito per fare delle nostre Comunità la famiglia delle famiglie. In un tempo storico di tanta solitudine e indifferenza, al contrario, le nostre Comunità cristiane devono diventare sempre più luoghi di accoglienza e di ospitalità per le famiglie, spesso tanto disorientate, per la gioventù che ha bisogno di modelli di vita credibili, per i poveri, che hanno bisogno di persone a cui affidarsi. Anche noi, aiutandoci e sostenendoci gli uni gli altri, abbiamo. La possibilità di conservare la fede, non più vissuta per tradizione, ma per convinzione.

Come s. Paolo, con tutta umiltà, ma anche con intima gioia, dobbiamo giungere ad affermare “ho conservato la fede”: essa è un lumicino frutto di tante fiammelle legate le une alle altre. La fede è un dono ricevuto da Dio, ma che si trasmette mediante la nostra partecipazione alla vita comunitaria. La fede si trasmette in famiglia, ma oggi più che mai ha bisogno dell’apporto di altre persone che illuminano con la loro fiammella il sentiero che gli altri percorrono. Le nuove generazioni soprattutto hanno bisogno di modelli credibili, per essere sostenute nel travaglio del loro cammino della fede, ma sono piene della gioia di vivere. Lo abbiamo constatato ieri sera nell’incontro loro riservato. I nostri ragazzi ci hanno raccontato le loro avventure entusiasmanti nel vivere momenti di vita ecclesiale, soprattutto mediante momenti educativi intensi nel volontariato.

Cari fratelli e sorelle, siate certi, come ci ha descritto s. Paolo, che il Signore vi è vicino e vi darà forza per portare a compimento l’annuncio del vangelo, che passa attraverso le vostre vite.

Oscar card. Cantoni

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