7 gennaio 2017

Voti Figlie Divina Provvidenza

Care sorelle: sento tanto amore attorno a voi, per la presenza di persone familiari e amiche, provenienti da tante realtà diverse, che vi circondano di affetto, di stima e di gratitudine. State per compiere un gesto controcorrente, a cui la società oggi non è più abituata. Voi scegliete liberamente di donarvi per sempre al  Signore, quando il mondo, invece, teme di doversi donare interamente, con una scelta senza ritorno! Oggi noi viviamo nella cultura della provvisorietà e non del definitivo, e fa paura il “per sempre”. Questo rito, inserito nella celebrazione eucaristica, tuttavia, ha un sapore ulteriore, più profondo, perché la vostra professione religiosa non vuole presentarvi come delle eroine, a cui fare festa innanzitutto per la   bravura e per la generosità del vostro dono. La scelta di consacrarvi al  Signore per sempre non è che una restituzione dell’amore che voi avete ricevuto e ampiamente, da parte di Dio, che vi ha amato per primo.

Voi potete dire il vostro sì definitivo perché siete convinte di essere state amate da Colui che vi ha chiamato alla sua sequela, che vi ha sussurrato queste parole piene di delicatezza: “Tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo. ..Ti ho chiamato per nome, tu mi appartieni”, come abbiamo udito nella prima lettura. Questo amore, che voi avete potuto constatare nel corso della vostra vita, vi permette ora di rivelare pienamente il volto di Dio e di compiere, attraverso la vostra umanità, con il genio femminile, verginale e materno, che vi è proprio, opere di misericordia verso tutti, soprattutto verso chi ne ha più bisogno, aiutandoli a scoprire la fonte stessa dell’amore, che è Dio.

Il vostro operare diventa quindi teofanico: manifestate con la vostra attenzione agli ultimi, con la tenerezza di cui siete capaci, la misericordia, che è il volto stesso di Dio. Per realizzare questo è necessario, però, che moriate a voi stesse, al vostro egoismo, al bisogno di prevalere  sugli altri credendovi migliori, occorre la rinuncia a difendere il vostro operato, a mettervi cioè sul piedistallo. Siate come il chicco di grano che, caduto in terra, muore, producendo così molto frutto, come è stato detto nel Vangelo.

L’unica vostra ricchezza è ciò che avrete donato. Il dono di voi stesse è frutto dello Spirito Santo che opera in voi, è opera della sua azione, che vi ha trasformato in donne veramente spirituali, capaci di trasmettere e condividere il bene ricevuto. Non giocate, quindi, al risparmio, ma offrite voi stessi come ostia sacrificale: in questo modo ogni vostro gesto diventerà eucaristico. Oggi nel mondo trionfa uno stile di vita pagano, fondato sull’efficienza, sul reddito, sul successo. Fate in modo che, con il vostro operare, tutti possano scorgere la presenza di Dio, che ama tutti, che predilige i piccoli e i poveri. Agite in modo che tutti possano scoprire, attraverso il vostro servizio ai poveri, a quanti la società scarta, un sapore di vita nuovo, diverso, un gusto della vita che renda limpida, attraente e amabile la proposta cristiana.

Sarà il vostro stile di vita, la vostra premurosa attenzione a chi è debole, povero e scartato, una piena e perfetta manifestazione di Cristo, vostro sposo, oggi e per sempre.