Incontro tra i ragazzi e il CAV

Germi di bene al Centro di Aiuto alla Vita

Si dice che il bene non fa notizia e, come si legge nel Vangelo, «la mano destra non sappia quello che fa la sinistra». Infatti, se si dovessero raccontare tutti i piccoli o grandi gesti di solidarietà quotidiani, si potrebbero riempire pagine di giornali. Questa volta ci sembrava giu- sto sfatare queste regole, raccontando quanto è avvenuto nei giorni scorsi presso il Centro di Aiuto alla Vita di Morbegno. Il Centro, sito in Via Damiani, aperto nei giorni di lunedì e mer- coledì, si occupa di accogliere famiglie che vivono in povertà, in particolare di mamme che, al termine della gravidanza, si trovano ad affrontare difficoltà nella crescita dei propri figli. «Nell’ottica di questo servizio – spiega la presidente del CAV, Graziella Simonini –, ci piace far risaltare il gesto di un ra- gazzino, accompagnato dalla mamma, proveniente da una parrocchia della Bassa Valtellina, consegnando un’importante offerta in denaro, frutto della sua rinuncia di quanto ricevuto come regalo per la sua Comunione e Cresima. Un grande gesto maturato, anche con l’aiuto della famiglia, che ci ha commos- so perché ha dimostrato grande sensibilità verso i bisogni di tante famiglie in difficoltà e può essere di rilevante esempio per la società d’oggi e per le nuove generazioni».

Va rilevato che la sede del CAV è stata il luogo scelto da alcuni ragazzi per conoscere e condividere con i volontari alcune ore di servizio. Oltre 15 ragazzi di terza media di Regoledo di Cosio, che nel tempo di Quaresima, accompagnati dalla catechista Pina Rabiosi, si sono resi utili nel sistemare del vestiario che viene consegnato al centro da diverse famiglie. Oltre a tale impegno, si sono premurati di acquistare latte, biscotti e quant’altro, frutto delle rinunce del tempo della Quaresima. «È sorprendente che in uno spazio di piccole dimensioni – hanno raccontato i ragazzi- si possano aiutare tante persone. Siamo stati incantati dal lavoro che svolge il gruppo di volontari».

Tanti altri gesti si potrebbero raccontare, come la presenza dei ragazzi dell’Istituto Enaip di Morbegno. Perché hanno scelto il Centro aiuto alla vita? Sono forse i tanti semi che vengono sparsi nella comunità, con incontri istituzionali, il passapa- rola su questa povertà dei giorni nostri. Anche il teatro con il tema …è pieno di vita, già presentato a Talamona, a San Pietro di Samolaco, e l’8 giugno a Delebio, è uno strumento per far conoscere il Centro Aiuto alla Vita.

PAOLO PIRRUCCIO da Il Settimanale e24/5/2018