16 marzo 2019 - Manera

Ingresso don Renzo Gabuzzi

“Benedetto Colui che viene nel nome del Signore! “

Caro don Renzo,

Questa ben nota acclamazione è rivolta oggi proprio a te da tutta questa Comunità parrocchiale, che con tanta gioia ed entusiasmo, ti accoglie, riconoscendoti quale nuovo, ulteriore dono che la bontà di Dio le regala.

Il Signore non ci lascia orfani, ma ci viene incontro mediante i suoi pastori, che con la loro presenza stabiliscono un ponte tra parrocchia e parrocchia e così aiutano questa Comunità che vive in questo territorio, a sentirsi unita e a camminare insieme, in stretta unità con la Chiesa locale, e pienamente inserita nel vicariato, senza sentirsi un’isola autoreferenziale e sola.

Nella Chiesa non esiste la parola “autonomia”, ma viene valorizzata piuttosto l’espressione  “comunione”. Essa si manifesta mediante un concreto amore scambievole, in una vivace  e responsabile partecipazione, sentendosi tutti coinvolti e responsabili gli uni degli altri. La comunione, però, viene espressa attraverso la creatività e la bellezza della differenza, in una piena armonia.

In questa Comunità di Manera si respira già un’aria di fraternità, di amore reciproco, di desiderio di crescita comune, di desiderio di proseguire il cammino in letizia e in piena unità di intenti.

Ciò è dovuto al cammino di fede vissuto insieme negli scorsi anni, a un coinvolgimento di tanti, con la delicata presenza e l’ animazione saggia di don Adriano, che una settimana fa molti di voi avete accompagnato nella nuova sede che la provvidenza di Dio gli ha destinato.

Ora incomincia con don Renzo una nuova tappa. Mi piace ricordare ciò che lui stesso mi ha sottolineato in un recente nostro ultimo colloquio.

Non si ricomincia da capo, mi ha sottolineato, ma si riprende il cammino, in piena continuità con le tappe precedenti, nel rispetto di una storia di fede che si è sviluppata in questi anni, secondo le modalità proprie di questa gente e della partecipazione attiva nella comunità parrocchiale.

Caro don Renzo, ti auguro di essere un buon “capo cordata” e un “saggio agricoltore”, capace di valorizzare i doni di ciascuno e di promuovere pazientemente, insieme ai diversi organismi di partecipazione, segni che riflettono la bontà e la misericordia di Dio. Bada che nessuno resti indietro, che nessuno si senta escluso e che tutti sappiano essere aperti e disponibili a quello che lo Spirito Santo  vorrà proporre per il bene di tutta la Comunità.

E voi, cari parrocchiani, accogliete con cuore aperto il nuovo pastore che il Signore oggi vi dona attraverso la sua Chiesa.

Riconoscetelo come un padre, un fratello e un amico.

Insieme a lui scrivete una nuova pagina della storia di questa Comunità e tenetevi aperti a quanto lo Spirito santo suggerirà, anche attraverso i lavori del Sinodo diocesano, a cui voi stessi avere già contribuito con un vostro scritto.

Il Dio della pace e della gioia sia sempre con voi.

+ vescovo Oscar Cantoni