Cattedrale di Como, 24 settembre 2022

Incontro con i Ministri straordinari dell’Eucaristia

1. Vi accolgo con gioia in questa casa comune, come fratelli e sorelle che si ritrovano insieme per incontrare il Signore, ma anche per vivere una medesima esperienza di fede e di comunione fraterna. Vi stringete attorno al padre vescovo, che ha per suo specifico mandato di essere punto di riferimento comune e principio di unità. Questo nostro incontro coincide con il congresso eucaristico nazionale, in atto in questi giorni a Matera, dove sono presenti anche 9 rappresentanti della nostra diocesi, accompagnati dal vicario generale.

2. Nelle vostre parrocchie voi vivete un ministero, cioè esercitate un servizio, quello di portare l’Eucaristia ai malati. È un compito che vi onora, di cui dovete essere fieri e insieme grati. La vostra Comunità vi ha scelto e delegato per questo servizio e ciò è segno di molta stima e fiducia. Svolgete questo compito affidatovi con molta umiltà e discrezione, senza ostentazione, ma anche con gioia e grande disponibilità.

3. Siete espressione significativa di una Comunità cristiana. Non vi recate dai malati a titolo personale, ma a nome di tutta una Comunità di fratelli e sorelle, che attraverso di voi fanno sentire la loro vicinanza, che non escludono nessuno dalla mensa eucaristica, ma che seguono coloro che soffrono e non possono prendere parte alla celebrazione eucaristica. Rendeteli partecipi della vita della vostra Comunità.

4. Più precisamente, siete un ponte tra il vostro sacerdote e i malati e le loro famiglie. Cosi voi segnalate al vostro sacerdote i diversi malati che incontrate perché durante il. Mese possa passare anche lui per il sacramento della riconciliazione e per l’olio degli infermi. Il vostro servizio non può essere una delega in bianco da parte del sacerdote. Segnalategli con frequenza i diversi casi che incontrate e le eventuali urgenze.

5. Il compito che vi è affidato ha bisogno però di essere supportato da voi mediante una spiritualità eucaristica continuamente coltivata e rafforzata. Il che significa una esperienza di fede e di comunione con il Signore Gesù, per poter tenere viva in voi la cultura del dono come dimensione permanente della vostra Esistenza, uno stile di vita che dovrebbe essere proprio a ogni discepolo di Gesù. Come Cristo si dona continuamente a noi nella Eucaristia, memoria viva della sua passione, gesto supremo d’amore per ogni uomo, cosi ciascuno di voi è chiamato ad assumere sempre più coscientemente nella propria vita la dimensione sacrificale, che significa donarsi senza riserve e a tutti. Solo così acquista senso il vostro servizio ai malati, date cioè un’anima a ciò che svolgete, vivendo non un compito esterno tra i tanti, ma un vero e proprio ministero.

6. Siete cristiani possibilmente dalla Messa quotidiana, e anche della adorazione eucaristica, per attingere da essa quella forza per vivere la spiritualità del dono, di cui vi ho parlato.

7. Proprio per essere fedeli al compito che vi è affidato vi raccomando di essere nelle vostre Comunità promotori di comunione, tessitori di unità, lasciando emergere, anzi promuovendo tutto ciò che unisce, tutto il bene che certamente non manca, ma che ha solo bisogno di essere conosciuto, rafforzato.

Vi ringrazio del bene che promuovete, e non dimenticatevi di pregare per me.

Oscar Card. Cantoni