Lucino, 24 maggio 2026

Ingesso di don Alberto Clerici

Le parole del Vescovo

Cari fedeli di Lucino, credo che abbiate considerato come opportuna, quasi scontata, la nomina di don Alberto a parroco di Lucino, considerato che Lucino e Montano costituiscono uno stesso Comune civico. Si tratta di due comunità distinte, ognuna delle quali certo non può rinunciare alla propria identità e alla propria storia, ma si può pure rilevare che sono due realtà accomunate da tradizioni ed espressioni sociali molto simili, sullo stesso territorio.

È bello pensare che ciascuna delle due comunità cristiane abbia qualcosa di particolare da offrire all’altra, così come ognuna possa, nello stesso tempo, anche imparare a ricevere nuovi doni, propri e unici, offerti dal Signore. È bello questo interscambio di doni, per cui ciascuna comunità gioisce per i doni dell’altra. Tra noi, infatti, non c’è che scambio. Tutto è dono di Dio, distribuito con larghezza e ogni differenza completa e arricchisce ciò che manca nell’altra.

Nel cuore pastorale di don Alberto c’è certamente lo spazio per abbracciare, sostenere ed unire entrambe le due comunità. La sua sollecitudine si estende così contemporaneamente alle due realtà parrocchiali, che egli dovrà considerare entrambe preziose e degne di ogni interesse.

Esse sono chiamate ora a camminare progressivamente insieme, stile che si è in parte già sperimentato nel tempo precedente, programmando attività comuni, come per esempio il grest estivo per i ragazzi. Occorrerà la pazienza di chi impara ad organizzarsi, a rivedere i tempi e i luoghi delle celebrazioni liturgiche, a costruire esperienze di vita in cui si stabiliscono relazioni fraterne, di stima reciproca, di vero affetto e di solidarietà.

Emergeranno nel tempo le diverse competenze da distribuire equamente, perché tutti si sentano arricchiti dai doni condivisi e dalle possibilità di grazia che il Signore mette a disposizione dei suoi figli. Dopo un periodo di assestamento, si potranno costruire cammini comuni, in un confronto reciproco e in  piena sintonia con le scelte operate nella nostra Chiesa di Como e sottolineate dal Sinodo diocesano, che si è bene espresso sulle linee portanti a cui le parrocchie sono chiamate a realizzare.

Tutti sono chiamati a partecipare, secondo i doni ricevuti, all’ unica missione della Chiesa, che è l’evangelizzazione, ossia annunciare, con le parole e con la vita, da parte di tutti i battezzati, che ciascuno è oggetto dell’amore di Dio, che rigenera ogni uomo e lo chiama alla comunione con sé e con tutti i suoi figli e figlie, divenuti per grazia fratelli e sorelle.

Potete attingere dalla giornata di oggi, festa di Pentecoste, quella forza vitale che ci permette di godere dei vari doni che lo Spirito santo oggi diffonde con larga generosità. Eccovi allora offerta una bella immagine di Chiesa, da costruire insieme in questo tempo che vi è donato, a cui potete riferirvi e fare diventare vostra, condividendo l’impegno di ciascuno. Costruiamo allora insieme , fratelli e sorelle, come ci propone papa Leone, una Chiesa “che non mette limiti all’amore, che non conosce nemici da combattere, ma solo uomini e donne da amare. Questa è la Chiesa di cui il mondo oggi abbisogna”.

Questo mi auguro possa diventare nel tempo la vostra comunità di Lucino, che oggi la santa madre Chiesa affida alle tue cure, caro don Alberto, coadiuvato dalla vicinanza di don Pierino, in piena comunione con i confratelli di questo vicariato, memori del bene seminato negli anni passati, da don Gianluigi Braga, che ricordiamo con affetto.

Il Signore conta su tutti voi. Abbiate fiducia nella grazia del Signore che non mancherà di sorprendervi nel moltiplicare il bene che ciascuno saprà costruire. Caro don Alberto, conta sulla mia vicinanza, sulla mia preghiera per te e soprattutto sulla forza della benedizione del Signore su di te e su tutta la tua nuova Comunità, da oggi più estesa e compatta.

                                                                                                          Oscar Card. Cantoni

                                                                                                             Vescovo di Como

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