La festività di san Lorenzo, protettore della comunità ecclesiale di Chiavenna, è un momento particolarmente significativo, in cui i cristiani, ma anche tutti gli altri abitanti, ritrovano il centro che li caratterizza, riscoprono le antiche radici cristiane di questo capoluogo, ricevono dalla intercessione del loro Patrono nuovi motivi di vita per la testimonianza di fede e di carità, a cui i battezzati sono chiamati come singoli e insieme come Comunità.
È parso quindi appropriato che l’ingresso del nuovo pastore don Angelo Riva, coincidesse una occasione così significativa quale è questa festività , un momento oltremodo coinvolgente per riprendere il cammino di Chiesa con rinnovato impegno e con nuovi orizzonti di speranza.
Non si tratta di ricominciare tutto da capo, ma di continuare e sviluppare un percorso compiuto in modo tanto fecondo e significativo, guidati da un pastore che certamente ha segnato i ritmi di questa parrocchia e che ha saputo coinvolgere, in uno stile di sinodalità, tante persone, di tutte le età e con una diversa gradualità dei loro cammini di fede. Alludo a don Andrea Caelli, a cui rinnovo tutta la mia stima e anche tanta gratitudine per i suoi dieci anni di un non facile e oneroso impegno pastorale in questa parrocchia.
Nella Chiesa esiste da sempre la regola della continuità pastorale, ma insieme, anche la regola dello sviluppo, frutto di un apporto responsabile e coinvolgente di tutti i membri del popolo di Dio, e in particolare della presenza creativa di un nuovo pastore, a cui diamo sinceramente il benvenuto e a cui auguriamo un docile ascolto della voce dello Spirito santo, insieme al giudizio critico dei segni dei tempi, che si caratterizzano come sempre nuovi e complessi.
Eccovi, allora, il vostro nuovo pastore: don Angelo Riva, una persona che non ha certo bisogno di presentazione, perché ben conosciuto e stimato in tutta la nostra intera diocesi.
Un pastore che certo non può essere una fotocopia di chi lo ha preceduto e che offrirà senza dubbio il suo efficace contributo in questa Comunità, prendendo lo spunto dalla ricchezza della sua umanità, innanzitutto, dalla sua capacità relazionale, dalla sua accurata e sapiente preparazione teologica e pastorale, ma anche e soprattutto da un intenso amore per Cristo e per la sua santa Sposa, che è la Chiesa.
La designazione della nomina di don Angelo è avvenuta con molta celerità, sia perché da me conosciuto e stimato da lunghi anni, sia perché don Angelo non mi ha presentato “i se e i ma”, che molto spesso mi sento rivolgere da quanti interpello per nuovi ministeri.
È stata una risposta subitanea, certamente frutto di intensa riflessione, ma anche prova di una fede genuina, che riconosce nella chiamata del vescovo la voce di Dio, che lo conduce ad affidarsi filialmente a Lui con molta serenità e pace, e di mettersi generosamente a servizio del popolo di Dio.
Caro don Angelo, ti ringrazio per la tua pronta disponibilità e obbedienza. Sei modello di chi si mette gratuitamente a servizio, non nel luogo che ha scelto o preferito, ma là dove c’è bisogno e così diventi un collaboratore sincero di Cristo Gesù, che ti assicura, fin da ora, la sua presenza attiva e operosa, proprio quale frutto della tua obbedienza.
Tu sai bene che il compito che ti assumi non è facile. Richiede una visione realistica della situazione che stiamo vivendo. Da una fede di conservazione occorre passare a una fede scelta personalmente, una fede che trasformi veramente la vita di ciascun credente. Una fede che non cambia la vita, infatti, non è vera fede.
Con una fede ben radicata nella storia ogni discepolo di Gesù vien trasformato in un missionario, che dice pubblicamente e nei contesti più ordinari della vita quotidiana, la gioia di seguire Gesù e di appartenere ai suoi discepoli.
Non si può vivere il cambiamento culturale, tuttora in atto, come una minaccia, ma come un nuova, splendida occasione per l’evangelizzazione. Perciò, caro don Angelo, aiuta la Comunità che è affidata alle tue cure ad una autentica conversione del cuore. Il tuo ministero non acquisterà forza e sicurezza attraverso una programmazione pastorale perfetta, ma nella misura in cui la tua Comunità saprà mantenersi nella comunione con Cristo, nella disponibilità a lasciarsi rinnovare dalla grazia, affrontando le sfide alla quale la fede è oggi esposta.
Ti auguro perciò di mantenerti sempre nella comunione con il tuo vescovo, nella fraternità del nostro presbiterio e nel servizio attento e premuroso nei confronti del popolo di Dio, compresi coloro che hanno abbandonato la fede, di quanti sono in ricerca del significato della esistenza, di coloro che vogliono ricominciare a credere, di quanti non conoscono ancora Gesù come buona notizia, perché salvatore del mondo.
Sii sempre un pastore premuroso, attento alle necessità dei poveri, e sappi esprimere verso tutti vicinanza, compassione e tenerezza.
Conta sulla mia preghiera per te e non dimenticare la storia della tua vocazione, nella quale anch’io sono stato coinvolto, fin dai tempi della scuola superiore al “Caio Plinio” di Como, dove ci siamo conosciuti. Un lungo e fecondo cammino, dentro il quale il Signore non ha ancora esaurito di compiere le sue meraviglie.
San Lorenzo, che ha considerato i poveri i suoi veri tesori, generi in te nuove energie di vita, sapienza pastorale, unita a grande dolcezza.
Oscar card. Cantoni

