Ingresso parroco di Albate Muggiò

Cari parrocchiani di Albate e di Muggio’

Accogliete nella fede e con gioia i nuovi pastori che il  Signore vi dona: don Luigi Savoldelli, il vostro nuovo parroco,  e don Elio Partesana, che svolgerà il compito di vicario parrocchiale.

Sono sicuro che porteranno una nuova ventata di giovinezza, quella dello Spirito, che rinnova tutte le cose e che sempre ringiovanisce la sua Chiesa. Vi sosterranno nel comune impegno di rispondere alla chiamata alla santità, che è lo scopo della vita cristiana, una santità feriale, possibile a tutte le categorie del popolo di Dio.

La parrocchia non è prima di tutto una circoscrizione giuridica, ma è un luogo di santificazione per cristiani che insieme vogliono seguire Gesù nell’oggi della storia, come testimoni della novità cristiana all’interno di una società secolarizzata, che rifiuta Dio, perché vive come se non esistesse.

So che la comunità cristiana  di Albate ha una lunga storia, costituita non tanto da strutture murarie, ma dalle persone, uomini e donne: laici/e di tutte le età, sacerdoti, religiosi/e, persone consacrate, che l’hanno edificata lungo il tempo con la loro presenza, con la propria testimonianza di fede, dando esempio di carità vissuta, di amore fraterno condiviso, di una speranza sempre ardente.

La parrocchia di Muggiò è invece più recente, nata al tempo del Concilio, con il desiderio di rinnovamento tipico di quell’ epoca. In questi anni è cresciuta come comunità e può narrare anch’ essa tante storie di persone che hanno trovato nella parrocchia un’ oasi di preghiera, ma anche uno spazio aperto all’accoglienza e all’impegno solidale.

Non possiamo dimenticare i pastori che hanno segnato un’epoca con la loro presenza prolungata nel tempo nelle due Comunità. In modo particolare il mio ricordo grato va a don Antonio Fraquelli, qui ad Albate, e per Muggiò a don Aldo Fortunato, che ha costruito la parrocchia a partire dalla nuova chiesa.

Ora voltiamo pagina, non certo per rinunciare al passato, ma per permettere allo Spirito santo e a ciascuno di voi di scriverne una nuova, fedele nella continuità a quella precedente, ma anche diversa, per corrispondere alle urgenze che oggi si manifestano.  Sono numerose le nuove sfide, occorre però trasformarle, senza paura e con decisione, in nuove opportunità, dentro le quali il Signore non mancherà di manifestarsi nel suo amore fedele e compassionevole.

Insieme alla forza dello Spirito è pure indispensabile il vostro prezioso apporto, come singoli, ma anche attraverso i diversi gruppi e le realtà associative, un contributo fatto di fiducia reciproca, di corresponsabilità condivisa, di comunione fraterna, in uno spirito di umile servizio.

Il gregge del Signore possiede un “olfatto speciale” per individuare le nuove strade della missione, in modo che la Comunità diventi un luogo di attrazione anche per chi è ai margini, per chi ha abbandonato la fede o è in procinto di ricominciare a credere.

Imparerete innanzitutto a fare delle due parrocchie un esempio di unità, non appiattendo l’una a vantaggio dell’altra, ma armonizzando le proposte e i tempi, in modo che sia data a ciascuna la possibilità di mantenere la propria originalità, con momenti condivisi e con altri,  specifici per ciascuna.

“La parrocchia è presenza ecclesiale nel territorio, ci ricorda papa Francesco (EG 28), ambito dell’ascolto della Parola, della crescita della vita cristiana, del dialogo, dell’annuncio, della carità generosa, dell’adorazione e della celebrazione. Attraverso tutte le sue attività, la parrocchia incoraggia e forma i suoi membri perché siano agenti della evangelizzazione”.

A voi sviluppare quella creatività missionaria che vi permetterà di essere nel territorio in cui vivete un segno vivo di Vangelo.

Caro d.Luigi: oggi incominci una nuova tappa del tuo servizio pastorale, che ti auguro feconda e insieme lieta. La tua ricca esperienza ti ha qualificato in diversi settori, dalla pastorale delle missioni a quella delle famiglie, a livello diocesano. Hai lasciato soprattutto un grande segno come pastore nelle parrocchie dove hai vissuto gran parte del tuo ministero, a partire da quella parrocchia speciale che è Maccio, dove il Signore ti ha confortato, oltretutto, con lo svilupparsi di parecchie vocazioni al ministero ordinato, alla vita religiosa e missionaria, alla vita consacrata maschile e femminile.

Più recentemente, sei approdato a Muggiò, come amministratore, così hai potuto scoprire un diverso stile di parrocchia, fino ad essere preparato ad assumere oggi una responsabilità più ampia, a pieno titolo.

L’augurio che ti rivolgo è preso da Isaia, là dove il profeta descrive lo stile di quanti sperano nel  Signore: “Riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi” (Is 40, 31).

Ci conosciamo fin troppo bene, così che sono sicuro di aver “azzeccato” il testo più confacente alla tua personalità e alla tua storia. Avanza, dunque, sui sentieri che Dio ti mette davanti, come sempre con grande fiducia e ottimismo, senza affanno e cammina alla luce delle sfide di oggi, senza mai demordere, perché radicato fortemente nel Signore Gesù.

Un saluto e un augurio anche a te, caro don Elio. Hai un volto con le apparenze di fanciullo, ma con qualche annetto in più, così da essere diventato saggio e nello stesso tempo pieno di vigore giovanile. Accresci l’entusiasmo per il ministero che oggi incominci. Sii vicino ai ragazzi e ai giovani vivendo con gioia la vita cristiana e testimoniandone la bellezza.

La testimonianza più bella che i vostri parrocchiani si attendono è la vostra piena unità. Sarete così un modello per le famiglie, per i vari gruppi, e anche di esempio agli altri sacerdoti.

Questo è il mio augurio per entrambi, unito alla mia benedizione:

 

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