Ieri, con la festa della esaltazione della croce, abbiamo celebrato la vittoria del Redentore, che ha sconfitto la morte con la sua vita offerta in sacrificio per noi.
Oggi ricordiamo Maria, la vergine addolorata, che condivide da vicino, sia pure con tanta sofferenza, la passione di Cristo, suo figlio. Se la Vergine nella sua vita ha conosciuto esperienze di gioia intensa, nessuno può negare che Ella abbia incontrato e vissuto anche grandi sofferenze. Gesù ha coinvolto la Madre sulla cui anima si è abbattuto il dolore più straziante, soprattutto nel momento supremo della morte, allorché ella “stava presso la croce”.
A questo gesto di viva comunione e di piena solidarietà sono associate le nostre Suore Infermiere dell’Addolorata e quanti condividono con esse questo stesso medesimo carisma, che consiste in una piena professionalità, ma carica di grande amore e vigile cura nei confronti di ogni sofferente che incontrano quotidianamente.
A voi, che mi ascoltate, sono rivolte queste mie parole perché possiate sempre più sentirvi associati, quale dono del Signore, a questa alta missione di condivisione delle sofferenze e delle fatiche di tanti nostri fratelli. Certo, come ogni dono, ne consegue anche impegno, fatica e sempre nuova responsabilità, ma la vostra umanità ne viene profondamente valorizzata e il vostro impegno viene grandemente esaltato.
Nell’antifona al vangelo abbiamo ascoltato che la Vergine Maria, sotto la croce del Signore, meritò la palma del martirio. Ora il martire è colui che persevera nella fedeltà al Signore, diventando una sola cosa con lui, fino al dono della propria vita. Maria, ai piedi della croce del Figlio, ha dimostrato di condividere la croce di suo figlio Gesù, perché fosse riconosciuto in pienezza il suo dono d’amore alla umanità intera.
Così Maria divenendo, per mandato di Cristo, la madre di Giovanni, quindi di tutti noi, ci aiuta a riconoscere quanto amore, attenzioni e cure, Gesù riversa su ciascuno di noi, suoi discepoli, e noi siamo messi in grado di poterlo sperimentare. Nello stesso tempo, la sollecitudine di Maria per gli uomini si manifesta nel suo andare verso di essi, nella vasta gamma dei loro bisogni e necessità.
Così, a imitazione di Maria, la Chiesa impara ad esercitare la propria maternità per aiutarci a riconoscere l’amore del Padre, a contemplare il dono salvifico di Cristo, ad accogliere l’azione santificante dello Spirito.
Il Cristo crocifisso vi conceda di vivere nella luce della Pasqua, fino a sperimentare con Maria la gioia pasquale della Risurrezione, che è la vittoria dell’amore in pienezza.
Oscar Card. Cantoni

