Bellagio, 3 maggio 2026

MOLO 14

L'omelia del Vescovo

Cari amici, siete giunti qui numerosi, provenienti da ogni parte della nostra diocesi. È un grande spettacolo vedervi qui radunati per rendere grazie a Dio insieme, il nostro padre comune.

Vi accolgo e vi saluto tutti con grande gioia e con voi saluto e ringrazio  i vostri sacerdoti e i vostri educatori che vi hanno accompagnato qui.

È una tradizione ormai ben radicata questo appuntamento annuale dei quattordicenni, in questa magnifica terra tra acqua, monti e cielo, che tutti ci invidiano. Qui si manifesta in pieno la gloria di Dio, che ha creato questo ambiente quale stupendo spettacolo, che noi ammiriamo pieni di meraviglia.

Ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile questo momento molto prezioso e anche tanto gioioso.

Sono molti che si sono dati da fare per una buona riuscita di questo nostro convenire qui.

Voi stessi vi siete preparati da molto tempo per vivere consapevolmente questa manifestazione tanto preziosa per ciascuno, alla ricerca della perla preziosa che trasforma la vostra vita in un capolavoro.

A quattordici anni si può fare già un primo bilancio della vita.

Venendo qui voi volete compromettervi, offrite assieme a tanti altri ragazzi il vostro sì a Gesù, acconsentite alla sua proposta di essere suoi amici e a far parte della sua famiglia, la Chiesa, adoperando voi stessi a renderla sempre più bella, più pura, più santa, valorizzando i doni che vi ha dato, attraverso la vostra personale vocazione, che voi cercate appassionatamente.

Gesù risorto oggi si è presentato a voi come via, verità e vita. Ossia come colui che ci fa comprendere che la nostra vita ha uno scopo ben preciso: va donata. Solo se ci si dona ci realizziamo pienamente, dice Gesù.

Seguendo lui, che è via, verità e vita, conosciamo come  portare molto frutto, ossia ciascuno di noi impara a riconoscere e attuare un grande ed entusiasmante progetto di vita, quello di Costruire insieme un mondo migliore. Tutti siamo responsabili nella sua costruzione. Tutti siamo coinvolti attraverso le opere di bene che sappiamo costruire.

Attraverso il nostro impegno, in famiglia, con i nostri amici, nella scuola, nei nostri ambienti parrocchiali, siamo chiamati a metterci al servizio di tutti, senza escludere nessuno.

Seguendo Lui, che è via, verità e vita, scopriamo come fare perché la nostra vita sia gioiosa, bella e utile agli altri, per costruite relazioni di pace con tutti e così costruire insieme un mondo nuovo, fondato sull’amore e sulla giustizia e non sulla inimicizia, sulla violenza, sulla prepotenza, sulla ostilità, nel pieno rispetto di tutti.

A quattordici anni: è già una età che vi chiede di vivere la vostra vita con impegno,  da persone responsabili, come ha fatto Gesù, una vita per gli altri, una vita donata.

Gesù adesso si dona a noi nella Eucaristia proprio perché noi, a nostra volta, siamo capaci essere come lui, pane che si dona per la vita del mondo.

Oscar card. Cantoni

 

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