Chiamati a diffondere la carità di Cristo, che visitava gli infermi e curava i malati

Ospedale S. Anna, 22 dicembre 2025

Cristo Gesù viene ancora una volta tra noi. Rallegriamoci tutti nel Signore!

Viene in tutti gli angoli bui della terra per rischiarare chi giace nelle tenebre e nell’ombra di morte.

Viene per confortare gli afflitti, per promuovere il desiderio di pace presente in ogni uomo, per incoraggiare e sostenere chi si impegna nello spendere la vita a vantaggio di tutti.

Viene in questa casa di cura per confortare chi soffre e chi muore, per guarire quanti hanno perso la speranza, per incoraggiare quanti dedicano attenzioni e cure, tempo e sostegno verso i fratelli e le sorelle sofferenti.

Viene per aiutare i medici e tutto il personale infermieristico a “umanizzare la medicina”, perché ci si prenda cura di tutta la persona, il cui destino è eterno, la persona composta dal corpo, dalla psiche, ma anche dall’anima.

Ci avviciniamo a ogni persona con grande rispetto, memori che ogni uomo e donna sono figli di Dio, perciò ricolmi di dignità regale, indistintamente dalla loro provenienza.

I pazienti vanno riconosciuti non solo come un caso scientifico da osservare e da curare, ma ciascuno con caratteristiche proprie, con una originale personalità, frutto di una storia personale e sociale che li ha formati e determinati.

Ecco perché, accanto ai medici, è necessario avere chi direttamente si prende cura dello spirito di quanti vivono un momento di particolare fragilità e debolezza.

È una presenza che richiede molta discrezione, ma anche una attenta vicinanza, piena di delicatezza, sia per accompagnare i malati e i loro familiari, sia per un sostegno a quanti giornalmente lavorano come medici e infermieri, con orari e turni di lavoro spesso logoranti, e in piena e cordiale collaborazione con essi.

Saluto, quindi, i tre sacerdoti che si alterneranno come cappellani di questo ospedale. Mentre li ringrazio per avere accettato questo particolare e delicato ministero, auguro loro che possano affrontare volentieri questo compito e si possano sentire in questo luogo come all’interno di una grande famiglia, in cui possano diffondere la carità di Cristo, imitando lui che, percorrendo le strade della Palestina, visitava gli infermi e curava i malati in ogni genere di malattia.

Il Signore Gesù ci conforti con la sua visita, ci doni un supplemento di pace e di gioia, per poter cantare anche noi, come Maria, il nostro personale Magnificat, frutto dell’azione di Dio nella nostra storia, lui che soccorre sempre i suoi figli, saziandoli di beni.

Oscar card. Cantoni

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