Cattedrale di Como, 13 maggio 2026

“Come pietre vive della Chiesa, perché tutti possano scoprire la gioia del Vangelo”

L'omelia del Vescovo

La festa della dedicazione della nostra Cattedrale, che oggi celebriamo, è un momento intimo di famiglia. Con tutti i fratelli e sorelle della nostra diocesi, accogliamo questa celebrazione come  l’occasione favorevole per ringraziare il Signore per la grazia che egli ha abbondantemente diffuso nel corso dei secoli, da quel 13 maggio 1083, nella primitiva chiesa di Santa Maria Maggiore, sulla quale poi fu edificata l’attuale basilica, dedicata a Santa Maria Assunta e consacrata nel 1497.

Quante generazioni si sono succedute lungo il tempo e quante persone si sono impegnate nel cammino di santificazione, sgorgato quale frutto della celebrazione dei divini misteri in questa nostra cattedrale. Sono uomini e donne che hanno lasciato una traccia nella vita della Chiesa, aprendo anche nuovi sentieri. Si tratta di santi “della porta accanto”, come era solito chiamarli papa Francesco. Questi amici di Dio ora continuano a intercedere per noi e gioiscono con noi, che oggi ci riconosciamo loro eredi. Essi hanno reso gloria a Dio rispondendo, attraverso la loro vita, offerta quale sacrificio vivente, santa e gradita a Dio. Siamo consapevoli che a noi è affidato il compito di  prolungare questo rendimento di grazie mediante i doni che abbiamo ricevuto e che diventano la materia con cui partecipare alla edificazione della nostra comunità ecclesiale. Si rinnova anche oggi, attraverso di noi, la condizione riferita nella prima lettura: “erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere”.

Tra noi, questa sera, alcuni giovani concretizzano la volontà di servire il Signore e di edificare la Comunità cristiana mediante il ministero del lettorato e dell’accolitato, che viene loro conferito. Vorrei rivolgermi ora in modo particolare a questi nostri fratelli.

Cari amici, che chiedete i ministeri del lettorato e del l’accolitato: la Chiesa di Como, nostra madre, che oggi è in festa, gioisce per la vostra disponibilità al dono di voi stessi, che conferma l’accoglienza piena di quanto il Signore si attende da voi. Esercitando il ministero del lettorato e dell’accolitato voi promuovete la cultura del dono, che è ciò che caratterizza quanti seguono Gesù, vivendo appieno la vita battesimale. Come sapete, questi due ministeri non sono esclusivi di quanti si preparano a diventare diaconi e presbiteri, ma sono aperti anche ai laici, uomini e donne, e benedetto quel giorno in cui, dopo aver delineato con il nostro Sinodo una immagine di Chiesa ministeriale, battezzati e battezzate dalle nostre parrocchie chiederanno ufficialmente al vescovo la benedizione per esercitare anch’essi questi due ministeri, assieme a quello del catechista, e come ministeri di fatto, quello della accoglienza, della consolazione e della compassione. Voi che ricevete oggi i due ministeri siete una “punta avanzata” della nostra Comunità; quindi, uno stimolo per tutto il  popolo di Dio perché ciascuno metta a disposizione le proprie risorse affettive, il tempo, le  competenze professionali per il bene di tutti. E soprattutto il proprio cuore, cioè la libera e gioiosa offerta di sé.

A voi, cari lettori e accoliti, lascio, infine, alcune raccomandazioni.

Per voi, che diventate lettori: fate in modo che la Parola di Dio plasmi la vostra mentalità e il vostro agire.
Imparate a conoscere l’agire di Dio perché siate veri discepoli della Parola, che incarnano ciò che ascoltano. Un padre della Chiesa ha scritto che “come il nostro corpo muore se non assume il cibo, nello stesso modo, la nostra anima perisce se non riceve la Parola di Dio” (Cesareo d’Arles).
Sia il vostro un ascolto orante, perché è lo Spirito Santo il miglior esegeta della Parola. Essa è “un albero di vita che da tutte le parti porge frutti benedetti”.

Per voi, che diventate accoliti: coltivate con impegno appassionato lo spirito di unità, dal momento che tutti ci nutriamo del medesimo cibo eucaristico, che ci fa una cosa sola in Cristo e tra di noi. Trovate assolutamente il tempo per coltivare ogni giorno una amicizia intima e profonda con il Signore Gesù, mediante l’adorazione eucaristica. Infine, servite il Signore riconoscendolo nei poveri, che sono i privilegiati del regno di Dio. La carità è l’ala della preghiera: “Se non aggiungi un’ala alla tua preghiera, a malapena potrai volare” (San Giovanni Crisostomo).

E ora anche un augurio per tutti noi che celebriamo l’anniversario di dedicazione di questa Cattedrale: i nostri padri ci hanno consegnato questo splendido, inestimabile tesoro, noi riconosciamolo prezioso, crescendo e edificando la Chiesa come pietre vive, perché tutti, anche quelli che non lo conoscano, possano scoprire la gioia del Vangelo.

Oscar card. Cantoni

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