3 giugno 2021 - Como, Cattedrale

Corpus Domini

La festa del corpo e del sangue del Signore di quest’anno precede di pochi giorni la beatificazione di suor Maria Laura Mainetti, un evento di grazia che ci deve trovare preparati e nello stesso tempo commossi e grati.

Non è un semplice caso la coincidenza tra questi due eventi. Noi, come conterranei e come condiscepoli di suor M. Laura, abbiamo il compito di riconoscere nella Eucaristia, di cui essa si è nutrita e che ha assimilato, il centro sorgivo del suo amore sacrificale.

Al corpo e al sangue di Cristo Signore, che ha donato se stesso per la vita del mondo, in un gesto di totale gratuità, corrisponde l’atto supremo di offerta di suor Maria Laura, che si è sacrificata fino alla morte, perdonando coloro che la stavano uccidendo.

Donarsi fino alla fine è frutto di una scelta consapevole che ha attraversato l’intera esistenza di suor Maria Laura e che è culminata nel suo martirio quale atto finale, a cui ella si è predisposta lentamente nel tempo, mediante gesti di fedeltà quotidiana, non sempre percepibili dagli altri, perché nascosti e discreti, ma forse anche perché non facilmente compresi da chi le era vicina. E’ vero, anche nel caso del martirio di sr Maria Laura, il detto della sapienza popolare: “Si muore come si vive!”.

Il sacrificio di suor Maria Laura è segno di una umanità trasfigurata dalla grazia della Eucaristia, fino a fare di lei, una donna eucaristica.

L’Eucaristia è il luogo dove ciascun discepolo apprende da Gesù, che ha dato la vita senza riserve, la logica del dono sincero e totale di sé, in piena disponibilità.

Gesù ha invitato i suoi discepoli al dono libero, gratuito e disinteressato, senza mire segrete di ricevere un contraccambio o una ricompensa. Egli stesso ha raggiunto il culmine della donazione di sé nella sua passione: ha offerto se stesso, la sua vita, il suo corpo, il suo sangue per noi. Per darci la vita Gesù ha donato la sua propria vita, prendendo su di sé la prova della morte, come spazio di realizzazione della volontà di salvezza e di vita da parte del Padre.

Nel dono di sé l’uomo, a cui Cristo ha dischiuso la possibilità di donarsi a Dio, trova veramente se stesso, poiché lì trova autenticamente vita.

Nutrendosi del Corpo e del Sangue di Cristo, suor Maria Laura è stata contrassegnata da una sincera carità, ricca di intensa tenerezza verso i fratelli bisognosi, come essi stessi in questi mesi ci hanno più e più volte testimoniato, così che la sua vita è definibile come una piena e totale “pro esistenza”.

Possa il suo esempio far crescere un rinnovato impegno al dono sincero di noi stessi, che prenda le mosse non da un qualsiasi atto di umana generosità, ma come frutto di una risposta viva all’amore traboccante di Cristo, che nell’Eucaristia ci ha amato e donato tutto se stesso per noi.